Ghirlanda. (Lorenzo Mattotti, Per gentile concessione di Logos)

Ghirlanda, il nuovo graphic novel di Lorenzo Mattotti

15 marzo 2017 18:39

“Oltre i sospiri delle nubi, tra gli orizzonti del crepuscolo, si stende la terra di Ghirlanda”. Così lo scrittore Jerry Kramsky, sceneggiatore di Lorenzo Mattotti, descrive il mondo di Ghirlanda (Logos), il nuovo graphic novel della coppia che torna a collaborare a 15 anni da Jekyll e Hyde. Per Lorenzo Mattotti è un ritorno al graphic novel vero e proprio dopo Il rumore della brina, realizzato con Jorge Zentner e risalente al 2004. A Mattotti l’opera ha richiesto dieci anni di lavoro ed è pubblicata in contemporanea in Francia da Casterman, l’editore di Hugo Pratt, Enki Bilal e del Tintin di Hergé.

Mattotti e Kramsky dedicano il libro “ai mondi fantastici” di personaggi come i Moomin della svedese Tove Janssons, e a quelli di autori francesi come Moebius e Fred. Autori, Moebius e Fred, di mondi fantascientifici o fantastici ma entrambi d’impronta surrealista proprio come molte opere di Lorenzo Mattotti, per esempio Il signor Spartaco o La zona fatua. Gli autori scelgono la fiaba surreale più esattamente: “I morbidi disegni in bianco e nero di Lorenzo Mattotti si uniscono ai suggestivi testi di Jerry Kramsky per creare un universo onirico e allegorico. Lo straordinario talento dei due autori ci accompagna così per mano in un’avventura fiabesca nei più profondi meandri dei loro sogni, restituendoci un’opera di respiro epico che è allo stesso tempo ricerca personale e viaggio oltre i limiti del fumetto tradizionale”, come spiegano le edizioni Logos.

Per Mattotti, del quale si stanno concludendo le mostre Sconfini di cilla Manin, che presenta circa quattrocento opere dell’artista, e Mattotti. Primi lavori a Udine, che ripercorre il periodo iniziale della sua carriera, è il coronamento di un lungo processo di sintesi d’infinite influenze per ricercare la primordialità dell’incanto dell’infanzia dell’uomo, dell’arte e del fumetto stesso. Ricerca che in lavori recenti come Hansel e Gretel (Orecchio acerbo), Chimera (Coconino press) e Oltremai (Logos), al confine tra libro illustrato e fumetto, pittura e disegno, trovava compimento in un raffinato calligrafismo pittorico capace di aprire nuove strade. Una ricerca, anche, per ritrovare un rapporto sentimentale con il fumetto, la sua essenza: quella capace di evocare intense fantasie per mezzo di pochi tratti grafici ispirati. (Testo di Francesco Boille)

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