Hadeel Fawzy Abushar, 25 anni, registra una canzone in uno studio a Gaza. Ha cominciato quando ne aveva 12 e anche le sue sorelle cantano. Sono poche le artiste che restano a Gaza a causa dei controlli da parte delle famiglie e del governo. (Monique Jaques)

Le ragazze di Gaza

31 luglio 2017 17:23

“Essere un’adolescente a Gaza può essere complicato. La tua esistenza è costretta da limiti reali e metaforici, definiti da politiche culturali e geografiche. La privacy e la possibilità di viaggiare sono molto circoscritte. Per molte donne è impossibile essere completamente libere a Gaza”, spiega la fotografa Monique Jaques.

Da cinque anni, Jaques segue la vita delle ragazze che crescono nella Striscia di Gaza. “Gaza è una terra isolata, circondata da muri e filo spinato, continuamente pattugliata da soldati. Dalla spiaggia si vedono le luci provenienti da Israele, una terra che gli abitanti di Gaza non potranno mai toccare”, spiega ancora la fotografa.

L’idea alla base del suo lavoro è quella di mostrare i momenti più sereni della vita delle ragazze, quando si scambiano i segreti con le amiche, quando vanno a scuola o all’università, o quando restano sole a sognare sul loro futuro.

Le foto sono state raccolte nel libro Gaza girls. Growing up in the Gaza strip realizzato attraverso una campagna di raccolta fondi dal basso. Il testo introduttivo è stato scritto da Linda Sarsour, un’attivista che ha origini americane e palestinesi.

pubblicità

Articolo successivo

Anglosassoni appassionati
Pier Andrea Canei