Andrei Vorontsov, 42 anni, capo di una società cosacca a Michajlovsk, nella regione di Stavropol, in Russia, il 21 febbraio 2018. È un sostenitore di Vladimir Putin: “È difficile dire come sarà il futuro. Per come la vedo io, solo dio lo sa”. (Eduard Korniyenko, Reuters/Contrasto)

La scelta dei russi

16 marzo 2018 15:04

In un video diffuso dal Cremlino la sera del 15 marzo il presidente Vladimir Putin si è rivolto ai russi per invitarli ad andare alle urne domenica 18 marzo. “Per chi votare è una libera scelta, è una decisione personale. Ma se ti sottrai a questa possibilità, allora questa scelta essenziale e decisiva sarà compiuta senza il tuo parere”, dice Putin nel video.

In vista delle presidenziali, Amnesty international ha denunciato che le autorità russe stanno violando i diritti degli attivisti politici, ricorrendo ad arresti arbitrari e incarcerazioni. Grazie a una durissima legge sui raduni pubblici, sono stati presi di mira gli attivisti che sostengono il boicottaggio dell’appuntamento elettorale. Oltre a impedire lo svolgimento delle manifestazioni, le autorità stanno arrestando importanti figure dell’opposizione che vengono accusate di reati di stampo politico.

L’appello al boicottaggio delle elezioni è stato lanciato da Aleksey Navalnyj, il blogger e oppositore escluso dalla corsa elettorale per una condanna penale, ed è all’origine del timore di una forte astensione da parte di Putin e della repressione decisa dal governo. Il capo della campagna di Navalnyj, Leonid Volkov, è stato fermato il 22 febbraio all’aeroporto di Mosca e poi condannato a 30 giorni di detenzione amministrativa per aver organizzato un “raduno non autorizzato”. L’accusa si riferisce alle manifestazioni che si sono svolte il 28 gennaio in oltre cento città russe a sostegno del boicottaggio delle elezioni. Anche a Mosca la manifestazione non era stata autorizzata e Navalnyj era stato arrestato e poi rilasciato insieme a decine di suoi sostenitori. Il 31 gennaio era stato arrestato anche il coordinatore dell’ufficio di Navalnyj a San Pietroburgo, Denis Mikhailov, condannato a 30 giorni di detenzione amministrativa con l’accusa di aver organizzato un “raduno non autorizzato”. Mikhailov è stato rilasciato il 2 marzo solo per essere nuovamente arrestato poche ore dopo, stavolta per aver partecipato allo stesso raduno, e condannato ad altri 25 giorni di carcere. Almeno altri due attivisti sono stati arrestati a San Pietroburgo in circostanze simili.

Putin è alla guida della Russia da 18 anni, come presidente o primo ministro, e secondo i sondaggi dovrebbe vincere senza grande sorprese il quarto mandato e rimanere a capo del paese fino al 2024. La vittoria di uno degli altri sette candidati appare poco probabile.

Le immagini della gallery sono state scattate da alcuni fotografi dell’agenzia Reuters in Russia, nel febbraio del 2018.

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