Li guardo negli occhi (Agnus homini). Mérilheu, Pirenei, Francia, 2017. (Aurore Valade, Per gentile concessione dell'artista)

Protestare, resistere, fotografare

03 luglio 2018 18:03

Con Digo yo e Se manifester la fotografa francese Aurore Valade aveva vinto il premio della Photo folio review al festival Les Rencontres d’Arles nel 2017. I lavori sono esposti nell’edizione di quest’anno.

In entrambi, Valade ha coinvolto i soggetti che ha ritratto, facendoli posare nelle loro case con l’obiettivo di esplorare il mondo di chi oggi partecipa a proteste politiche. Per la serie Digo yo, realizzata tra il 2015 e il 2016, Valade ha incontrato alcuni manifestanti del movimento degli indignados spagnoli, che ha fotografato con dei cartelli in cui ognuno di loro ha scritto le proprie idee e speranze per il futuro.

Se manifester è invece il nuovo lavoro di Valade, nata a Bagnères-de-Bigorre, vicino ai Pirenei, dove ha chiesto agli abitanti di mettere in scena le loro rivendicazioni. “Il verbo se manifester si riferisce al tempo stesso al bisogno di mostrarsi e di protestare. È l’azione di rivelare qualcosa e renderlo visibile. Mi è sembrata una definizione adatta anche alla fotografia”, ha spiegato Valade. “Dare visibilità a persone sconosciute è un atto politico. Molte persone oggi credono che la loro parola non sarà ascoltata e si disinteressano alla politica. Ma c’è anche un grosso desiderio di esprimere la propria opinione e cambiare il dibattito politico”.

Questi e altri lavori di Valade sono esposti nella mostra Révoltes intimes, allestita al Musée départemental Arles antiques, fino al 23 settembre.

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