27 ottobre 2020 17:38

“Palmiro Togliatti era morto da appena sei anni, ma aveva già dato il nome a una città, e in quella città si era deciso, verso la metà degli anni sessanta, di costruire uno stabilimento per la produzione di automobili”. Così scrive Claudio Giunta nelle prime pagine del libro Togliatti. La fabbrica della Fiat (Humboldt books, 2020), dove le sue parole sono accompagnate dalle foto di Giovanna Silva.

Giunta e Silva hanno ripercorso il viaggio che cinquant’anni fa avevano intrapreso operai e tecnici della Fiat da Torino a Togliatti – una cittadina russa nei pressi del fiume Volga – e hanno raccolto storie e aneddoti di chi prese parte all’impresa “tra inimmaginabili difficoltà e fatiche”.

Continua Giunta: “Nel 1967 Togliatti era come una città del vecchio West americano, cominciava appena ad esistere. Contava poche migliaia di abitanti, dieci anni dopo ne conterà più di mezzo milione. Ai tecnici che accettavano di trasferirsi il governo dava un terreno gratis per farsi la casa. Non venivano per i soldi, venivano per la casa: case nuove, spaziose, in cui si poteva vivere da soli, senza coinquilini”.

Dall’impianto AutoVAZ di Togliatti, “una fabbrica grande il doppio di Mirafiori, in una città nata insieme alla fabbrica, uscì la prima auto il 22 aprile 1970. Era la prima Zhigulì. Nel 1976 gli esemplari prodotti erano già tre milioni”.

Giunta scrive che durante il viaggio lui e Silva sentono di essere dentro una sceneggiatura, soprattutto quando visitano la scuola statale numero 23 Palmiro Togliatti. Nella biblioteca ci sono busti, foto e video dedicati allo storico segretario del Partito comunista italiano . “È uno straniante ritorno agli anni cinquanta, ma quando domandiamo alle professoresse della scuola come ha fatto, tutto questo apparato, a reggere all’assalto del tempo, le professoresse ci spiegano che onorando Togliatti loro non onorano il capo del partito comunista italiano ma l’antifascista. Come De Gaulle. Come Stalin”. E che anche se nel 1996 è stato organizzato un referendum per restituire alla città il suo nome storico, Stavropol-sul-Volga, più del 70 per cento degli abitanti ha votato contro, e Togliatti è rimasta Togliatti.