In gran parte della Liberia molte ragazze sono costrette a frequentare le cosiddette scuole nella foresta gestite dalla Sande, una società segreta femminile, considerata la custode della cultura degli antenati. Queste scuole sono per lo più spazi recintati da foglie di palma, nascosti nella foresta equatoriale, dove le ragazze possono passare da pochi mesi fino a tre anni per imparare il rispetto degli anziani, i compiti di moglie e di madre, danze e canti.
“Il rito d’ingresso è il taglio del clitoride. Le mutilazioni dovrebbero purificare la donna”, spiega la giornalista Emanuela Zuccalà che, insieme alla fotografa Valeria Scrilatti nell’ottobre del 2019, ha documentato le storie di alcune donne che hanno subìto la mutilazione genitale e di altre che combattono per interrompere questa pratica. Secondo i dati dell’Onu, duecento milioni di donne nel mondo sono state sottoposte a un tipo di mutilazione genitale. La Liberia è uno dei cinque paesi africani dov’è ancora legale.
Per entrare in queste scuole le ragazze devono lasciare gli studi, e così spesso non imparano a leggere né a scrivere. Il tasso di analfabetismo in Liberia tra le donne dai quindici ai ventiquattro anni è del 56 per cento, mentre tra i maschi della stessa fascia d’età è del 35,3 per cento. “Il sistema riceve licenze dal ministero degli interni. Finora la grande influenza politica della Sande ha frenato l’emanazione di una legge che proibisca le mutilazioni genitali”, dice Zuccalà. In Liberia le donne che si sono fatte avanti per denunciare questa pratica hanno ricevuto minacce, anche di morte.
“In molti altri paesi africani decenni di battaglie femminili sono riusciti a limitare la diffusione di questa pratica. Ma qui il cammino è appena cominciato”. ◆
Questo reportage, intitolato La scuola nella foresta,è stato realizzato dalla fotografa Valeria Scrilatti_, insieme alla giornalista_ Emanuela Zuccalà_. È a cura di Zona, in collaborazione con Actionaid._
◆ Questo reportage, intitolato La scuola nella foresta, è stato realizzato dalla fotografa Valeria Scrilatti, insieme alla giornalista Emanuela Zuccalà. È a cura di Zona, in collaborazione con Actionaid.
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Questo articolo è uscito sul numero 1388 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati