“Cos’è il mio corpo?”, chiesi all’uomo fatto di pioggia.

“Un tempio”, disse lui, “e l’ombra gettata

dal tempio, campodisogni, saccodangosce,

[scenadamore,

teatrododio, giungla di prodigi sotto la pelle.

Squarcialo. Perdona l’apparizione”.

“Cos’è il mio sangue?”, osai allora.

“Il dolore di colei che ci partorì,

il lento trasfigurarsi del dolore

nel sapere cosa vuol dire

scalare il monte di sangue, battere l’avvelenato mare”.

“Dov’ero quando dicono che sono tornato?”.

“Dove l’inizio e la fine si confondono

creando un’immagine, compongono un suono

ricordandoti che l’amore è una ferita che canta

e io potrei esserti amico”.

Brendan Kennelly

era uno dei più noti e amati poeti irlandesi contemporanei. Nato nel 1936, è morto il 17 ottobre 2021. In Italia è uscita la traduzione della sua antologia The essential (Jaca Book 2017). Questa poesia apre la raccolta The man made of rain (Bloodaxe Books 1998), che Kennelly scrisse dopo aver subìto una delicata operazione al cuore. Traduzione dall’inglese di Francesca Spinelli.

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati