Amazon è l’ultima delle grandi aziende tecnologiche a essere multata per concorrenza sleale e abuso di posizione dominante. L’Italia ha imposto una sanzione da 1,12 miliardi di euro al gigante statunitense per aver penalizzato i venditori che usano la sua piattaforma ma non il suo servizio di consegne. Si tratta di una delle multe più salate inflitte in questo settore in Europa.

Anche la Commissione europea sta indagando su Amazon per la stessa violazione contestata in Italia, e sarà interessante vedere come il precedente influirà sul verdetto. Considerando il giro d’affari di Amazon in Europa, una multa sarebbe considerevolmente più alta: secondo le norme europee le sanzioni possono arrivare al dieci per cento delle entrate annuali, che nel caso di Amazon quest’anno supereranno i 40 miliardi di euro.

Le autorità di tutto il mondo stanno incontrando serie difficoltà nel limitare il potere delle aziende tecnologiche. I tentativi non sono mancati, ma solo gli organi per la concorrenza sono riusciti a condizionare l’attività di queste imprese e a proteggere i diritti dei consumatori. In questa direzione dovrebbero andare anche le nuove normative dell’Unione europea. Il problema però va ben oltre, come dimostra il progetto del “metaverso” di Facebook: un mondo parallelo dove le leggi saranno dettate dalle aziende, escludendo i governi e i parlamenti. Nel suo ultimo rapporto la società di consulenza Eurasia Group parla di un mondo in cui l’economia, i risultati elettorali e la sicurezza nazionale dipenderanno anche dalle decisioni dei giganti della tecnologia. Questo sarà il campo di gioco finché non ci saranno regole capaci di proteggere i diritti e i valori nel nuovo mondo. ◆ as

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati