◆ La costruzione di dune artificiali potrebbe proteggere una parte della costa egiziana. In inverno le aree più basse del delta del Nilo sono colpite da inondazioni: l’acqua marina rende impraticabili le strade, rovina le case e, soprattutto, danneggia i terreni agricoli, riducendo la produzione nazionale. Le dune artificiali dovrebbero proteggere il litorale per settanta chilometri, dal distretto di Kafr el Sheikh a quello di Port Said, un’area in cui vivono circa 250mila persone. Il progetto costerà cento milioni di dollari e sarà completato piantando specie vegetali locali, capaci di trattenere la sabbia.

Gli esperti sperano che le dune possano anche limitare l’erosione della costa. Ma secondo Abbas Sharaky, dell’università del Cairo, il progetto sposta il problema verso aree del delta non protette. Nel lungo periodo, afferma, le aree con le dune si trasformeranno in isole mentre altre comunità saranno travolte dall’acqua. È a rischio anche la città di Alessandria, che potrebbe essere sommersa entro la fine del secolo.

I problemi del delta cominciarono nel 1964 con la costruzione della diga di Assuan, che impedisce l’arrivo dei sedimenti ma non dell’acqua marina. La crisi climatica sta aggravando la situazione, mettendo in pericolo l’intero delta. Le possibili soluzioni sono l’avvio di progetti per difendere tutta la costa del delta e, più in generale, la riduzione delle emissioni di gas serra, indispensabile per contrastare il riscaldamento globale.

Questo articolo è uscito sul numero 1454 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati