Il 18 agosto il governo israeliano ha perquisito e chiuso gli uffici di sette ong palestinesi in Cis­giordania, inserite nell’ottobre 2021 nella sua lista di “organizzazioni terroristiche”. In un editoriale Haaretz critica “il nuovo assalto israeliano alla società civile palestinese”, ricordando che Israele non ha mai “fornito prove concrete del fatto che queste organizzazioni abbiano legami con il terrorismo”. Il 18 agosto è stato anche il centesimo giorno dall’uccisione della giornalista palestinese Shireen Abu Akleh, celebrato da Al Jazeera, il network per cui lavorava, con una serie di eventi. In un articolo Al Jazeera ricorda che la famiglia di Abu Akleh, che è stata uccisa l’11 maggio in un’operazione dell’esercito israeliano a Jenin, in Cisgiordania, sta ancora combattendo per avere giustizia e continua “a chiedere agli Stati Uniti di agire e condurre un’indagine indipendente” sull’accaduto. Sempre il 18 agosto Wasim Abu Khalifa, un palestinese di vent’anni, è stato ucciso dalle forze israeliane a Nablus, in Cisgiordania. Il giorno dopo è morto anche Salah Sawafta, 58 anni, ferito durante un raid israeliano nella vicina Tubas. Il 22 agosto il governo israeliano ha lanciato un progetto pilota per permettere ai palestinesi che vivono in Cisgiordania d’imbarcarsi per l’estero da un aeroporto nel deserto del Negev, in Israele.

Questo articolo è uscito sul numero 1475 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati