Nato a Marrakech, in Marocco, nel 1968, Hicham Benohoud ha studiato arti visive in Francia, prima di tornare nel suo paese nel 1987 per insegnare arte a studenti tra gli 11 e i 15 anni. Trovava noiosa la rigidità delle quattro ore di lezione che teneva e così, racconta, “ho allestito uno studio improvvisato in classe per fotografare gli studenti”.
Tra il 1994 e il 2002, insieme ai suoi alunni, ha realizzato centinaia di fotografie in bianco e nero, raccolte nella serie La salle de classe, ora pubblicata in un nuovo libro dalla casa editrice Loose Joints con il titolo inglese The classroom. Nelle immagini, ragazze e ragazzi siedono su banchi impilati uno sull’altro o giocano con costumi fatti di plastica e cartone. “Attraverso queste foto parlo del Marocco così come lo vedo, criticando l’incapacità del sistema educativo di offrire una vera libertà ai giovani”, ha detto Benohoud, sottolineando la dimensione sociopolitica del progetto.
Molti dei suoi studenti venivano da famiglie con poche possibilità economiche, le ragazze erano spesso costrette a sposarsi molto giovani e i ragazzi non proseguivano gli studi per mancanza di mezzi. Con questo progetto Benohoud ha trasformato la classe in un luogo dove il controllo e la disciplina si confrontano con l’immaginazione e l’identità di ragazze e ragazzi, mescolando assurdità, umorismo e inquietudine. In questo modo, la scuola è diventata un mondo dove questi giovani potevano trovare un vero spazio di espressione.
The classroom, come altri progetti di Benohoud, esplora i temi della libertà, del controllo e del potere. Distorcendo la realtà il fotografo propone una critica all’identità postcoloniale del suo paese, mostrando speranze e frustrazioni della società contemporanea. ◆ adr
◆ The classroom (Loose Joints 2025) di Hicham Benohoud ha vinto il premio PhotoBook of the year ai Paris photo–Aperture photobook awards 2025.
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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 64. Compra questo numero | Abbonati