Falso. Secondo la dermatologa e ricercatrice statunitense Whitney Bowe, l’abbronzatura “artificiale” è più sicura dell’esposizione al sole o delle lampade, che aumentano il rischio di cancro alla pelle. La maggior parte dei prodotti autoabbronzanti contiene diidrossiacetone, o Dha, un carboidrato semplice che fu studiato all’inizio del novecento come trattamento per il diabete. Il Dha interagisce con le cellule morte della pelle rilasciando un colore arancio-marrone che conferisce un aspetto abbronzato per diversi giorni. Anche se alcuni studi hanno riscontrato che un’applicazione di Dha può produrre radicali liberi e altre molecole associate a danni cellulari, invecchiamento e cancro, la concentrazione negli autoabbronzanti è inferiore a quella presa in esame. Secondo gli studi, la maggior parte del Dha rimane sulle cellule morte della pelle e non raggiunge le cellule vive, spiega la dermatologa statunitense Dara Spearman. Sono prodotti approvati per uso esterno e non devono essere inalati, ingeriti o applicati su occhi, labbra, narici o genitali. Secondo Bowe sarebbe meglio non sentire il bisogno di scurire la pelle, ma, dovendo scegliere tra esporsi al sole e usare un autoabbronzante, la dermatologa conclude: “Sarei decisamente per l’autoabbronzante”. The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 109. Compra questo numero | Abbonati