Vero. Le ondate di calore mettono a dura prova il nostro cervello. A temperature che superano i 26 gradi, le nostre prestazioni cognitive diminuiscono. Diventano più difficili soprattutto le attività che richiedono di interpretare le percezioni sensoriali, per esempio leggere o comprendere un grafico. Le alte temperature incidono principalmente sulla precisione durante l’esecuzione di un compito e gli effetti si accentuano con il prolungarsi dell’esposizione al calore. Questo perché “molti dei processi che avvengono nel nostro cervello sono influenzati dalla temperatura”, spiega Rudi D’Hooge, professore di psicologia biologica alla Katholieke universiteit di Leuven, in Belgio.
Inoltre, quando fa molto caldo il cervello entra in modalità di risparmio energetico. Pur rappresentando appena il 2 per cento del peso corporeo, consuma circa il 20 per cento dell’energia dell’organismo. Questo consumo produce calore e, durante un’ondata di caldo, il corpo cerca di ridurlo al minimo. “L’ipotalamo, che regola la temperatura corporea, segnala di rallentare”, dice D’Hooge. “Ci muoviamo meno e le funzioni cerebrali superiori vengono messe in secondo piano. Di conseguenza, tutto quello che riguarda il ragionamento, la memorizzazione e i compiti complessi diventa più difficile”. De Standaard
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati





