Un altro modo per accompagnare il tour dei C.S.I. è affrontare la lettura di Ho visto un’alba blu. Un racconto letterario dei C.S.I. di Michele Rossi, appena uscito per Baldini e Castoldi. Il volume è un dono per gli appassionati e una miniera inaspettata per chi non si è mai addentrato in tutte le circonvoluzioni storiche e simboliche del gruppo. È l’avventura di un letterato nell’immaginario di una formazione letterata, “un Anticanzoniere, perché non è calibrato in ogni sua parte e non si configura come una costruzione macrotestuale che sfrutta le singole canzoni per comporre una vicenda più alta ed emblematica. Al centro ci sono le parole poetiche di Giovanni [Lindo Ferretti], capaci, con scarto nullo tra ciò che lui scrive e canta e ciò che prova, sente o percepisce, di bruciare nel loro manifestarsi ogni scoria di inautenticità e di esteriorità”. Un proposito alto, sostenuto dal racconto di sedici canzoni del loro repertorio, in cui ognuno portava le proprie visioni senza imporsi sulle altre. L’equilibrio raro di quell’esperienza si rivela piano piano nelle scelte di Rossi, che dispone le canzoni in un arazzo dove non prevale un punto di vista unico né un’interpretazione omogenea di cosa è stato il lavoro dei C.S.I. ma dove le scene, i viaggi, gli impulsi e le possibilità coesistono in maniera orizzontale, configurandosi come lampi ed epifanie simultanee in mezzo alle macerie e ai detriti che va a raccontare, sia per partecipazione storica sia per dovere di sintesi, con voce malinconica e postuma ma mai arresa. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 124. Compra questo numero | Abbonati