C’è una coincidenza che accomuna due band post-punk europee, gli Iceage e i Fontaines D.C. Tutti e due i gruppi hanno cominciato con proposte aggressive e schiettamente derivative rispetto al passato, anche se nel caso dei danesi Iceage non sono mai riuscita a dire che erano una boy band del post-punk come ammetto di aver fatto con i loro colleghi irlandesi qualche anno fa, sbagliando. Ma posture, sincerità, impressioni e talento a parte, quel che li accomuna è che a un certo punto non hanno barattato Ian Curtis per Nick Cave e Robert Smith – nel caso dei Fontaines qualcuno potrebbe chiamare in causa anche Radiohead e Oasis – ma hanno barattato Ian Curtis per Mina. Nel secondo disco degli Iceage You’re nothing, appariva un brano intitolato Morals costruito esplicitamente su L’ultima occasione, brano interpretato e inciso da Mina nel 1965. Interrogato su quella scelta, il frontman della band Elias Bender Rønnenfelt disse che c’era un’epica struggente e classica che la band voleva annoverare tra i propri sentimenti, anche in termini di composizione. Da quando siamo entrati ufficialmente nell’era di Dopamine chamber, l’ultimo disco dei Fontaines D.C., vediamo riecheggiare il nome di Mina come fonte di ispirazione per Grian Chatten. Ma se c’è un accostamento ancora più interessante, è quello che riguarda l’ambiente in cui questa suggestione si è palesata: le parti vocali del disco sono state registrate a Palermo. A questo punto, sarebbe bello sentire una cover di Mina di Marianne o di You’re blessed. Io quasi ci spero. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati