Mia figlia fa la terza media e ci ha informati che ha una sessualità fluida. Credevamo intendesse dire lesbica, ma dopo alcune ricerche ho capito che è più complicato. Ci aiuti a mettere a fuoco con cosa abbiamo a che fare? –Perla

In effetti in passato era più facile. C’è stato un tempo dell’innocenza in cui si dava per scontato che fossero tutti eterosessuali. A un certo punto sono spuntati i gay, le lesbiche e i bisessuali, con le loro richieste di diritti civili. Poi a complicare le cose sono sopraggiunte le persone transessuali, a spiegarci che il corpo in cui nasci non sempre corrisponde alla tua identità di genere. E poi ancora pansessuali, poliamorosi, asessuati, intersessuali, e tutti insieme hanno dipinto un quadro della sessualità molto più variopinto di quello che credevamo. Senza scomodare teorie complesse sulla sessualità, quello che tua figlia, e una parte della sua generazione, sta cercando di dirci è che la sessualità non è binaria come pensiamo noi, che le etichette sono tante e mutevoli, e quindi forse non hanno molto senso. Il cantante romano Achille Lauro, che durante il festival di Sanremo ha spiazzato il pubblico con un’immagine che mischiava i generi, ha risposto al Corriere della Sera, che gli ha chiesto se fosse etero, gay o fluid: “Questo lo lascio al caso”. Penso che quello con cui avete a che fare nella vostra famiglia sia questo: una ragazza a cui non va di definire la sua identità e il suo orientamento sessuale in nessun modo, perché dipenderà dal caso particolare. Può sembrare una stranezza, ma io sono convinto che presto sarà l’atteggiamento più comune.

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Questo articolo è uscito sul numero 1346 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati