Di fronte ai miei figli il cui unico divertimento sembra essere legato a uno schermo, rimpiango la mia infanzia quando giocavamo con giocattoli veri, che erano più belli e più sicuri. Quell’epoca si è chiusa per sempre? –Dario

Siamo proprio sicuri che i giocattoli del passato fossero più sicuri? L’account di Instagram verydarkhistory qualche settimana fa ha postato un’inquietante lista di giocattoli che negli anni ha ucciso o ferito gravemente qualcuno. Negli anni cinquanta un kit per piccoli scienziati nucleari includeva quattro boccette di vero uranio-238, che erano radioattive, e migliaia di bambini furono esposti alle radiazioni. Nel 2007 milioni di set di perline giocattolo chiamate Aqua Dots furono richiamati: il produttore cinese aveva sostituito un plastificante sicuro con il solvente industriale 1,4-butandiolo, molto più economico. Se era ingerito dai bambini, questo composto veniva metabolizzato in acido ghb, oggi noto come “droga dello stupro”, causando crisi convulsive e stati di coma. Nei primi anni duemila le microsfere magnetiche Buck­y­balls provocarono decine di incidenti pediatrici. Quando un bambino le ingoiava, i magneti si attiravano attraverso le pareti intestinali schiacciando il tessuto fino a provocare perforazioni, blocchi intestinali e talvolta sepsi o morte. Questi sono casi limite ovviamente e io capisco e condivido la tua nostalgia. Ma ogni generazione ha il suo modo di divertirsi: i miei genitori trovavano un peccato che io passassi ore a giocare con peluche, bambole e giochi in scatola invece di uscire a scorrazzare all’aria aperta.
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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati