Il 26 febbraio Netflix ha comunicato che non intendeva più partecipare all’asta per la Warner Bros. Discovery. Un colpo di scena che ha spianato la strada alla Paramount Skydance di David Ellison.
Netflix ha annunciato di non avere intenzione di aumentare la sua offerta in risposta a quella presentata all’inizio della settimana dall’azienda di Ellison, precisando in un comunicato che “l’affare non è più finanziariamente allettante”.
“Per noi è stato sempre ‘ci piacerebbe farlo’ al prezzo giusto, non ‘dobbiamo farlo’ a qualsiasi prezzo”, hanno dichiarato i co-amministratori delegati di Netflix, Ted Sarandos e Greg Peters.
A dicembre la piattaforma di streaming aveva raggiunto un accordo da 83 miliardi di dollari per acquisire gran parte delle attività della Warner Bros. Discovery, tra cui la Hbo e gli studios della Warner Bros. L’operazione era stata pensata per rafforzare Netflix (un tempo outsider nel settore cinematografico) trasformandola in una delle aziende che dominano a Hollywood.
Il nuovo arrivato
Ellison, a sua volta un nuovo arrivato dell’industria, ha deciso di dare battaglia con un’offerta sostenuta finanziariamente dal padre Larry, miliardario e fondatore della Oracle. Alla fine ha presentato una nuova proposta da 111 miliardi, che il 26 febbraio è stata dichiarata “superiore” dalla Warner. A quel punto Netflix aveva quattro giorni lavorativi per decidere se intendeva presentare una controproposta. Ma il gigante dello streaming ha deciso di farsi da parte.
L’acquisto della Warner Bros. Discovery avrà in ogni caso bisogno dell’approvazione degli enti regolatori sia negli Stati Uniti sia in Europa, compresa la divisione antitrust del dipartimento di giustizia statunitense. E se la Paramount non dovesse ottenere le autorizzazioni necessarie, Netflix potrebbe tornare in gioco.
Per il momento, però, la guerra per il controllo della Warner Bros. sembra essere stata vinta da Ellison, magnate in erba, arrivato a Hollywood vent’anni fa da aspirante attore e che ora, in modo rocambolesco, potrebbe ritrovarsi a controllare due degli studios più prestigiosi del mondo, insieme all’apprezzato canale televisivo Hbo e alla famosa emittente all news Cnn.
L’offerta presentata da Ellison per la Warner Bros. Discovery, in cui l’azienda è valutata 31 dollari ad azione, segna un’evoluzione imprevedibile fino a pochi mesi fa. A settembre le azioni della Warner erano scambiate a 12 dollari, in un momento in cui l’azienda si trovava in difficoltà. A ottobre i vertici ne avevano annunciato una potenziale vendita dopo l’interesse mostrato da alcune aziende, tra cui la Paramount.
Anche se in un certo senso rappresenta un classico scontro all’ultimo sangue tra grandi aziende, la battaglia per il controllo della Warner ha attirato anche l’attenzione della politica, soprattutto a causa della vicinanza tra la famiglia Ellison e il presidente Donald Trump, che ha rotto con la tradizione dichiarando un suo coinvolgimento nella contesa.
Negli ultimi mesi sia Larry sia David Ellison hanno trascorso diverso tempo in compagnia del presidente. Il 24 febbraio David era presente in occasione del discorso sullo stato dell’unione. Anche Sarandos ha incontrato Trump a novembre e secondo alcune fonti il 26 febbraio si trovava a Washington per discutere la transazione con alti funzionari dell’amministrazione e del dipartimento di giustizia, compresi la ministra della giustizia Pam Bondi e il capo della divisione antitrust Omeed Assefi.
L’importanza delle news
La visita di Sarandos era programmata da tempo, ma è arrivata due giorni dopo l’invito di Trump a licenziare Susan Rice – ambasciatrice presso le Nazioni Unite e consulente per la sicurezza nazionale durante l’amministrazione Obama – dal consiglio d’amministrazione di Netflix.
◆ David Ellison starà festeggiando la vittoria contro Netflix, e lo stesso vale per gli azionisti della Warner Bros. Discovery, che otterranno ulteriori benefici dal miglioramento dell’offerta della Paramount. Ma, scrive Vulture, per tutti gli altri, questo affare somiglia molto a un fiasco colossale, il cui risultato sarà la nascita di una nuova azienda soffocata da miliardi di debiti, che quasi certamente imporrà presto migliaia di licenziamenti. Warner produrrà meno film e serie tv, mentre la fusione tra Cbs News e Cnn darà vita a un soggetto molto più sbilanciato a destra rispetto a quanto lo siano oggi entrambe le emittenti.
L’azienda di David Ellison, la Skydance, ha acquisito la Paramount nel 2025 in una vicenda che ha suscitato grande clamore. L’amministrazione Trump aveva approvato la vendita dopo che la Paramount aveva accettato di pagare 16 milioni di dollari per risolvere una causa intentata dal presidente contro 60 Minutes, il programma di approfondimento più importante dell’emittente Cbs, controllata dalla Paramount.
Dopodiché Ellison ha piazzato l’opinionista Bari Weiss come direttrice di Cbs News, promettendo che il canale si sarebbe rivolto a un pubblico politicamente di centro.
La prospettiva di un passaggio della Cnn sotto il controllo di Ellison ha alimentato timori nel mondo del giornalismo rispetto ai cambiamenti che la nuova proprietà potrebbe imporre.
Netflix avrebbe le risorse economiche per incrementare la sua offerta per la Warner, ma gli azionisti hanno espresso forti dubbi sulla decisione di rilevare uno dei grandi studios di Hollywood. Da quando è stata annunciata l’offerta per rilevare la Warner, Netflix ha perso oltre sessanta miliardi in valore di mercato. Dopo la notizia del ritiro dalla battaglia e dopo la chiusura della borsa, le azioni di Netflix sono risalite del 10 per cento.
Nel tentativo di vincere l’asta al rialzo, la Paramount (un’azienda tredici volte più piccola rispetto a Netflix) ha sostenuto che la sua offerta fosse più sicura perché avrebbe sicuramente ottenuto il via libera degli enti regolatori e ha già cominciato a muoversi per ottenere l’approvazione della transazione.
Nella sua ultima offerta, l’azienda di Ellison ha promesso di versare sette miliardi alla Warner nel caso in cui l’accordo fosse bloccato, in un evidente tentativo di mostrare sicurezza.
Sarandos, che la settimana scorsa ha rilasciato una serie di interviste sui vantaggi strategici dell’affare per l’industria dell’intrattenimento, aveva espresso una certa cautela rispetto al desiderio di Netflix di alzare la propria offerta. “Siamo acquirenti super-disciplinati”, aveva dichiarato Sarandos. “Sono pronto a farmi da parte e lasciare che sia qualcun altro a strapagare”. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati