Sonia Lisco
I miei nervi scoperti
Racconti, 204 pagine, 16 euro

L’esordio di Sonia Lisco parte da una premessa anticipata nel primo racconto di questa antologia: il corpo, più che il dialogo o l’ambientazione, come motore della trama. Dunque il corpo che dice qualcosa al posto del suo proprietario. Ecco, mi aspettavo per questo dei movimenti all’interno di I miei nervi scoperti: una conversazione di braccia, relazioni basate sulla gestualità. Invece il tema si palesa anche in maniera più canonica: attraverso la malattia, il desiderio di maternità oppure il controllo fisico. Per esempio, in una delle storie una coppia decide di sottoporsi all’impianto di una tecnologia che promette una condivisione ormonale, permettendo a uno di sentire quel che prova l’altra; altrove invece due lunghi messaggi vocali sono il tramite per raccontare una sorta di orgasmo per procura. Mi pare che molte delle storie narrate seguano una struttura narrativa che costringe a un salto – logico o temporale – capace di spostare in poche righe e in maniera efficace la prospettiva sull’intreccio. Alcuni racconti sono piacevoli e originali, come quello sul cambiamento climatico che obbliga le persone a vivere di notte e dormire di giorno; in altri casi la lettura stride con un dettaglio bizzarro, prevedibile o azzardato – “il mistero del suo riflesso che impugna il piacere e lo sparge ovunque, come colore sulla tela, nell’impacciato tentativo di dipingere sé stesso”. Un libro da montagne russe.

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati