Mentre gli Stati Uniti sembrano smantellare gli strumenti che gli hanno permesso di organizzare l’economia mondiale in base ai propri interessi, la Cina difende istituzioni e princìpi che ha sempre contestato o violato. Da un quarto di secolo in occidente si sentono lamentele per la scelta di aprire l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) a Pechino e lasciar circolare le sue merci con meno dazi. Anche con Joe Biden gli Stati Uniti hanno paralizzato i tribunali della Wto, che gli davano spesso torto. La Cina, invece, propone di riformare l’organizzazione. Pechino ha imparato almeno le forme della cultura della concorrenza. Come Mario Monti alla Commissione europea nel 2001 con la General Electric e la Honeywell, il governo cinese ha messo il veto su un’operazione praticamente già conclusa per violazione delle regole sugli investimenti stranieri: l’acquisizione della startup cinese Manus da parte della Meta di Mark Zuckerberg. Come faranno gli Stati Uniti a contestare un eccesso di difesa del libero mercato dopo aver accusato per decenni i cinesi di piegarlo alle ragioni della politica? Non sappiamo come sarà il mondo dopo la fine dell’egemonia statunitense. Le istituzioni e le parole d’ordine resteranno simili, ma con l’ascesa della Cina il loro significato e le loro implicazioni saranno molto distanti. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati