Per il successo dell’estrema destra di Alternative für Deutschland (Afd) in Germania, come a suo tempo per la vittoria di Donald Trump, si cercano spiegazioni economiche: le classi operaie e meno istruite si ribellano a causa di un disagio socioeconomico a cui la sinistra rimane sorda. Ma è davvero così? Come ha notato il premio Nobel Paul Krugman, la Germania somiglia alla promessa trumpiana per gli Stati Uniti: molti lavori manifatturieri, industria pesante, protezione dalla concorrenza internazionale, energia a costo relativamente basso, ampio avanzo commerciale. Ma in Germania avanza la destra, tra il malcontento generale. L’Afd ha trionfato con il 44,8 per cento in un land, la Sassonia-Anhalt, che ha un pil pro capite di 37mila euro, lo stesso della Toscana, dove prevale da sempre la sinistra. C’è un omicidio ogni centomila persone, in linea con la media dell’Unione europea. Il tasso di disoccupazione è dell’8,2 per cento, la metà di quello della Campania, altra regione guidata dal centrosinistra. Insomma, è difficile stabilire variabili economiche che spieghino il voto a destra. Il disagio che favorisce i partiti estremisti non è la realtà, ma la sua percezione. Lo scontro politico si sposta sul piano delle emozioni, dove prevale chi si appella a quella più primordiale: la paura. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati