12 marzo 2015 17:42

Il 1 marzo l’esercito iracheno ha lanciato un’operazione militare per riprendere Tikrit, la città nel nord del paese conquistata dal gruppo Stato islamico a giugno del 2014. La campagna è condotta da circa tremila soldati appoggiati dai combattenti delle tribù sunnite e della coalizione Mobilitazione popolare, che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella lotta contro il gruppo Stato islamico. Sei punti per capire com’è nata e come si è affermata.

  • La Mobilitazione popolare (Hashid shaabi) è composta da circa ventimila combattenti appartenenti a decine di milizie sciite.
  • È stata istituita dal governo a maggioranza sciita nel giugno del 2014, dopo la disfatta dell’esercito iracheno di fronte all’avanzata del gruppo Stato islamico nel nord dell’Iraq.
  • Migliaia di persone si sono arruolate volontariamente dopo che l’ayatollah Ali al Sistani, la guida spirituale degli sciiti iracheni, ha esortato la popolazione a prendere le armi per difendere il paese e i suoi luoghi sacri.
  • L’Iran ha fornito denaro, armi e consulenze militari alla coalizione. Alcune milizie sono direttamente controllate da Teheran.
  • Il capo della coalizione è Jamal Jaafar Mohammed, conosciuto anche come Abu Mahdi al Mohandis, un ex comandante dell’organizzazione Badr, l’ala militare del partito Supremo consiglio islamico iracheno, che si è formato nel 1982 durante la guerra tra Iran e Iraq. Al Mohandis è vicino al generale iraniano Qassem Suleimani, comandante delle forze speciali Quds.
  • I combattenti delle milizie sono stati accusati di commettere atrocità nei confronti della popolazione sunnita e di agire con impunità. Diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato casi in cui i miliziani hanno ucciso, rapito e stuprato civili sunniti e li hanno costretti ad abbandonare le loro case.

Bbc