La crisi dei migranti in Ungheria

Gli ultimi sviluppi della crisi di migranti in Ungheria

04 settembre 2015 12:53

Le immagini della Reuters


  • Il 3 settembre, a Budapest, centinaia di migranti sono saliti su treni diretti verso Győr, nel nordovest dell’Ungheria, credendo di andare in Germania. Un convoglio è stato fermato dalle forze dell’ordine a Bicske, circa quaranta chilometri dalla capitale, e poliziotti in tenuta antisommossa hanno cercato di trasferire i profughi in un campo di accoglienza. La maggior parte di loro, circa cinquecento persone, si è però rifiutata di scendere dal treno e ha passato la notte nei vagoni. Molti di loro erano fuggiti da quel campo sovraffollato nei giorni scorsi nella speranza di raggiungere l’Austria o la Germania. Solo trenta persone sono state condotte al campo di Bicske dalla polizia per essere registrate.
  • Secondo alcune fonti un secondo treno è stato fermato vicino a Győr, e la polizia ha fatto scendere decine di migranti.
  • Diverse centinaia di migranti sono ancora accampate davanti alla stazione Keleti, nel centro di Budapest, e in altre zone della città.
  • In un’intervista radiofonica il primo ministro Viktor Orbán ha detto che “l’Europa è sotto minaccia” per il possibile arrivo di “decine di milioni” di migranti e che “d’improvviso saremo una minoranza nel nostro stesso continente”.
  • Il parlamento ungherese dovrebbe approvare oggi le nuove misure di sicurezza per contenere l’arrivo di migranti dal confine con la Serbia. Lungo la nuova barriera, da poco costruita tra i due stati, saranno creati posti di blocco con l’obiettivo di trattenere i migranti e controllarne i documenti.
  • Sempre oggi a Praga c’è una riunione straordinaria dei capi di governo di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. A Lussemburgo invece si incontrano i ministri degli esteri dell’Unione europea.
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