La crisi dei migranti in Ungheria

Un migrante appena arrivato alla stazione di Vienna regge un cartello con scritto: “Grazie Austria”, dopo che il governo austriaco ha deciso di lasciare entrare i profughi che da giorni erano bloccati in Ungheria.

Circa 4mila migranti sono già entrati in Austria dall’Ungheria

Un migrante appena arrivato alla stazione di Vienna regge un cartello con scritto: “Grazie Austria”, dopo che il governo austriaco ha deciso di lasciare entrare i profughi che da giorni erano bloccati in Ungheria.
05 settembre 2015 13:25

Circa 4mila migranti sono entrati in Austria dall’Ungheria nelle ultime ore. Ma sono sempre di più, di ora in ora. Il ministero dell’interno di Vienna ha calcolato che in giornata arriveranno nel paese circa 10mila persone, in grande maggioranza partiti dalla Siria, e quindi certamente titolari del diritto di essere protetti in Europa.

Arrivano a piedi, dopo aver camminato tutta la notte sotto la pioggia, oppure sugli autobus affittati dalle autorità ungheresi, e sui treni che, dopo quattro giorni di blocco, hanno ripreso a partire da Budapest alla volta di Vienna. Stremati e bagnati, vengono accolti dai volontari della Croce rossa.

Il governo ungherese ha infatti acconsentito nella notte a lasciare partire i migranti che da tre giorni tratteneva nella principale stazione di Budapest (quella di Keleti) e ha deciso di accompagnare oltreconfine con dei pullman quelli che si erano già avviati a piedi, visto che non venivano autorizzati a salire sui treni.

La decisione del premier conservatore Viktor Orbán è seguita al fatto che Vienna abbia accettato di accoglierli, insieme a Berlino. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, d’accordo con la cancelliera tedesca, ha motivato la risoluzione con la “situazione di emergenza attuale alla frontiera con l’Ungheria”. In un’intervista, Angela Merkel ha ribadito la sua linea: “Non ci sono limiti alle richieste di asilo che possiamo accettare. La Germania è un paese sano e può farlo”.

Il responsabile per gli esteri austriaco, Sebastian Kurz, riunito a Lussemburgo con i ministri degli altri paesi dell’Unione europea, ha auspicato: “Benché ieri si sia potuta risolvere in una maniera umanitaria l’urgenza dei profughi bloccati in Ungheria e della loro marcia verso ovest, mi auguro che di fronte a questa situazione l’Europa apra gli occhi”.

Il primo autobus è arrivato all’alba al valico di frontiera di Hegyeshalom-Nickelsdorf. Aveva a bordo circa cinquanta migranti partiti a piedi sull’autostrada che collega la capitale ungherese all’Austria. Altri veicoli sono partiti dalla stazione di Keleti, sempre a Budapest, che ora si è quasi svuotata. Dalla località austriaca di Nickelsdorf, partono treni per Vienna e per la Germania.

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Claudia Grisanti