Un impiegato del censimento raccoglie dei dati a Peshawar, in Pakistan, il 15 marzo 2017. (Fayaz Aziz, Reuters/Contrasto)

In Pakistan il nuovo censimento illustrerà un paese cambiato e diviso

Un impiegato del censimento raccoglie dei dati a Peshawar, in Pakistan, il 15 marzo 2017. (Fayaz Aziz, Reuters/Contrasto)
16 marzo 2017 15:18

Il 15 marzo il Pakistan ha cominciato il nuovo censimento della sua popolazione. Per l’operazione sono state mobilitate più di 300mila persone, e saranno impiegati 55 milioni di moduli cartacei. Il censimento si svilupperà in due fasi e terminerà il 25 maggio. Una grande sfida per il Pakistan, un paese poco preparato per una prova logistica di questa portata.

Sono diciannove anni che il Pakistan non effettua un tale conteggio. Il censimento permetterà una migliore ripartizione delle risorse pubbliche nei vari distretti. Quello precedente doveva svolgersi nel 2008. Un grande ritardo dunque, che le autorità attribuiscono alla lotta intrapresa contro gli estremisti islamici.

Il Pakistan è nato nel 1947 dalla divisione dall’India dopo la fine del regime coloniale britannico e il 97 per cento della popolazione è musulmano. Nel 1998 aveva circa 134,7 milioni di abitanti. Secondo la Banca mondiale, due anni fa la popolazione era di 190 milioni di persone, in maggioranza giovani (il 60 per cento dei cittadini avrebbe meno di 30 anni).

Registrare i cambiamenti e mettere ordine
Al di là dei dati demografici, il censimento ha anche un grande ruolo politico, perché servirà per l’attribuzione dei seggi in parlamento. E c’è chi accusa i principali partiti politici di aver influenzato in passato i risultati del censimento per essere sovrarappresentati.

Nei loro editoriali i quotidiani The Express Tribune e Dawn si rallegrano per il censimento che finalmente si svolgerà, in quanto rappresenta un passo necessario per consentire a tutti gli attori nazionali – governo, imprese e ong – di prendere le misure adeguate in relazione a precisi fattori socioeconomici: “È un passo nella giusta direzione e la prima tappa di un generale lavoro per rimettere ordine nelle cose”, commenta The Express Tribune. Il direttore del giornale Kamal Siddiqi insiste sulla questione, stimando che l’operazione permetterà di raccogliere dati determinanti sui cambiamenti registrati negli ultimi vent’anni: “Che rapporto c’è tra uomini e donne in Pakistan? Tra zone urbane e rurali? Che composizione etnica nel Baloutchistan, provincia compromessa dal separatismo?”.

Secondo Umair Jamal, corrispondente della rivista online di Lahore The Diplomat, quello che sta succedendo è di importanza capitale: secondo lui la carenza di informazioni sulla crescita demografica negli ultimi vent’anni ha aumentato i problemi legati alla sicurezza. E ha determinato la crescita del numero di studenti di religione nelle scuole coraniche, causando una radicalizzazione dei giovani, divisi e frammentati ideologicamente e in modo settario.

(Traduzione di Martina Ciai)

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