05 agosto 2020 10:18

Articolo in aggiornamento

Nel pomeriggio del 4 agosto, intorno alle 18 ora locale, una doppia esplosione si è verificata a Beirut, in Libano. La zona interessata, con interi edifici sventrati e detriti ovunque, è quella del porto della capitale.

Secondo il ministro della salute libanese Hamad Hasan sono morte almeno 137 persone e cinquemila sono rimaste ferite. Il ministro dell’interno Hassan Diab ha detto che a esplodere sarebbe stato un deposito dove erano conservate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, un composto chimico usato come fertilizzante ma anche per produrre esplosivi. Il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato che la sostanza era stata sequestrata sei anni fa e che poi era stata lasciata nel magazzino del porto.

L’agenzia di stampa Reuters, che cita fonti anonime vicine alle indagini, dice che all’origine dell’esplosione potrebbe esserci stata una “negligenza”. L’incendio sarebbe stato causato da alcuni lavori di saldatura in corso nel magazzino dov’era conservato il nitrato di ammonio. Inoltre, nei mesi scorsi alcuni ispettori avrebbero stabilito che il materiale non era conservato in modo sicuro, ma “non è stato fatto niente” per risolvere il problema.

Il 5 agosto il governo ha annunciato che alcuni funzionari del porto di Beirut sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa di un’inchiesta sull’esplosione.

Le fiamme sono durate a lungo, complicando il lavoro di ricerca delle squadre di soccorso. Gli ospedali della città si sono riempiti di feriti, alcuni molto gravi. “Le persone vanno negli ospedali a chiedere dei propri cari, ma le ricerche sono difficili perché di notte non c’è elettricità”, ha detto il ministro della salute Hasan.


Danni agli edifici sono stati registrati anche a chilometri di distanza dal luogo del disastro. “È stata una catastrofe. Ci sono vittime ovunque”, ha dichiarato il capo della Croce rossa libanese George Kettaneh. Il quotidiano francofono libanese L’Orient-Le Jour – la cui sede è stata colpita dall’esplosione – ha titolato così la sua prima pagina:

Nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia parlato subito di “un attacco”, al momento non ci sono conferme alle sue parole. La Cnn ha citato funzionari del dipartimento della difesa americano che le smentiscono. Un ufficiale israeliano citato dal New York Times ha negato il coinvolgimento del suo paese.