24 gennaio 2022 14:48

Il 24 gennaio cominciano le votazioni per eleggere il nuovo capo dello stato. I giornali stranieri sottolineano il clima di incertezza riguardo al nome, interrogandosi sulla stabilità delle istituzioni italiane e sul cammino delle riforme volute dall’Unione europea.

“L’elezione del presidente della repubblica stavolta è particolarmente incerta perché è strettamente legata alle sorti del governo Draghi”, scrive Eric Jozsef su Libération. “Mario Draghi è andato al governo con il sostegno dell’80 per cento del parlamento, quindi sembra favorito per diventare capo dello stato. Se non fosse che la sua elezione creerebbe un vuoto alla testa dell’esecutivo. Molti deputati e senatori temono che una crisi di governo porti allo stallo e alle elezioni anticipate prima della normale conclusione della legislatura, fissata per la primavera del 2023. La prospettiva di un ritorno alle urne spaventa soprattutto i parlamentari del Movimento 5 stelle, che secondo i sondaggi ha perso consensi”.

Su El País Daniel Verdú scrive che i timori di elezioni anticipate e la mancanza di un nome credibile proposto dai partiti porta alcuni leader politici a sperare che l’attuale capo dello stato, Sergio Mattarella, resti al suo posto per un altro anno. In questo scenario Draghi potrebbe terminare il suo mandato di capo del governo e poi essere eletto presidente della repubblica dopo le prossime elezioni legislative. Ma finora Mattarella ha sempre ribadito con fermezza di non avere nessuna intenzione di prolungare la sua permanenza al Quirinale.

The Economist si schiera apertamente contro la candidatura di Draghi al Quirinale. “Nell’ultimo anno il governo ha fatto un buon lavoro per introdurre le riforme e gli investimenti necessari ad assorbire i fondi stanziati dall’Unione europea. Ma se Draghi lasciasse la presidenza del consiglio sarebbe difficile trovare un successore in grado di tenere insieme la coalizione che sostiene il governo, molto eterogenea dal punto di vista ideologico. Ammesso di riuscirci, difficilmente un successore otterrebbe un sostegno come quello di cui gode Draghi, anche perché i partiti comincerebbero a posizionarsi in vista delle elezioni del prossimo anno, andando in direzioni diverse. Ma il lavoro da fare per le riforme è ancora molto. I soldi stanziati dall’Europa sono distribuiti un po’ alla volta, come le quote future che dipendono dall’implementazione del programma su cui si sono accordati Italia e Unione europea”.

Le Monde riporta i timori di chi pensa che l’elezione di Draghi alla presidenza della repubblica possa indebolire gli equilibri istituzionali. “Una volta al Quirinale sarebbe sicuramente in grado di nominare a capo del governo una delle persone più vicine a lui nell’attuale esecutivo. Dopo la proclamazione della repubblica, nel 1946, il capo dello stato è sempre stato un arbitro, che fa pesare il suo ruolo nelle fasi di transizione e di formazione dei governi. Il resto del tempo si occupa poco degli affari del governo”. Di questo scenario si occupa anche Oliver Meiler sul giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. Il quotidiano francese aggiunge che l’elezione sarà condizionata dal covid-19: “Nel parcheggio della camera è stato installato un ‘drive-in’ per consentire di votare ai grandi elettori positivi al coronavirus e attualmente in isolamento (sarebbero circa venti)”.

Il britannico The Guardian ricorda che per eleggere il presidente della repubblica servono i due terzi dei voti (su un totale di 1.009) nei primi tre scrutini e la maggioranza assoluta (quindi 505 voti) dal quarto scrutinio. E dà conto dei nomi alternativi a Draghi emersi negli ultimi giorni: “Pier Ferdinando Casini, un senatore centrista che sembra avere buoni rapporti con tutti gli schieramenti politici; Marta Cartabia, attuale ministra della giustizia; Giuliano Amato, ex presidente del consiglio. Nel frattempo, una parte del Movimento 5 stelle sta spingendo per confermare Mattarella alla presidenza della repubblica”.

Il quotidiano finanziario Financial Times si occupa del ritiro dalla corsa di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia: “L’ex premier, che è stato condannato per frode fiscale nell’ottobre 2012, ha detto di essersi fatto da parte per permettere ai partiti di scegliere un candidato meno divisivo. Facendo il suo annuncio, Berlusconi si è anche opposto alla possibilità che Draghi sia eletto presidente della repubblica, sostenendo che l’attuale governo deve restare in carica per portare avanti investimenti e riforme economiche. Berlusconi avrebbe preso questa decisione anche tenendo conto del suo stato di salute non ottimale”.

Il quotidiano tedesco Die Tageszeitung scrive che dopo il passo indietro di Berlusconi, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha detto che il candidato dovrebbe arrivare dal centrodestra, che è “maggioranza nel paese e in parlamento. In realtà non è così: nessuno degli schieramenti arriva alla maggioranza”.