Stati Uniti
Mentre continua lo spoglio dei voti dell’8 novembre, i repubblicani conquistano 218 seggi e quindi la maggioranza alla camera dei rappresentanti, ottenendo il diritto di veto per i prossimi due anni. Si tratta di una vittoria molto più modesta di quanto si aspettassero i leader del partito. A Los Angeles è stata eletta sindaca la democratica Karen Bass: sarà la prima donna a guidare la città. Bass ha battuto il miliardario immobiliarista Rick Caruso.

Ucraina
Una nuova ondata di missili russi ha colpito diverse regioni del paese la mattina del 17 novembre. A Dnpro (centro est), Odessa e Zaporižžja (sud) sono state colpite delle infrastrutture e sarebbero morte almeno due persone; a Kiev, due missili sono stati abbattuti dalla contraerea. Intanto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha criticato l’affermazione del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj secondo cui non sarebbe stato un missile ucraino a colpire il 15 novembre la Polonia, provocando due vittime. “Non è quello che dicono le prove”, ha detto Biden ai giornalisti alla Casa Bianca dopo essere tornato dal vertice del G20 a Bali, in Indonesia.

Iran
Quindici persone, tra cui un bambino di nove anni, sono state uccise in vari scontri scoppiati il 16 novembre durante le manifestazioni organizzate in occasione dell’anniversario della rivolta del 2019. Secondo le agenzie di stampa iraniane i responsabili sono dei terroristi o dei militanti del gruppo Stato islamico, mentre alcuni testimoni accusano la milizia paramilitare Basij di aver sparato contro civili disarmati.

Birmania
La giunta militare ha annunciato il rilascio di seimila prigionieri, tra cui un’ex diplomatica britannica, un giornalista giapponese e un consigliere australiano del deposto governo di Aung San Suu Kyi. Vicky Bowman, Toru Kubota e Sean Turnell “saranno rilasciati in occasione della festa nazionale e saranno espulsi”, ha spiegato un portavoce della giunta.

Etiopia
Un convoglio del Programma alimentare mondiale è entrato il 16 novembre nella regione etiope del Tigrai. È il primo da quando, all’inizio di novembre, è stato firmato un accordo per porre fine a due anni di conflitto nel nord dell’Etiopia.

Qatar
Gli organizzatori dei mondiali di calcio si sono scusati con la stazione televisiva danese la cui trasmissione in diretta da una strada di Doha è stata violentemente interrotta da funzionari della sicurezza. Il giornalista Rasmus Tantholdt stava parlando in diretta quando tre uomini si sono avvicinati e hanno minacciato di distruggere la telecamera. I giornalisti del canale TV2 “sono stati erroneamente interrotti”, ha riconosciuto in un comunicato il comitato supremo. L’incidente, cinque giorni prima dell’inizio della coppa del mondo, ha riproposto un argomento delicato per gli organizzatori del torneo, che hanno sempre negato l’esistenza di limiti per i mezzi d’informazione.

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