08 maggio 2020 11:53

Il nuovo coronavirus ha infettato quasi quattro milioni di persone nel mondo, provocando circa 270mila vittime. Rimane però ancora poco chiaro il meccanismo di azione del virus. I polmoni sono un bersaglio importante, scrive Science, ma molte altre parti del corpo possono essere attaccate. Si è visto infatti che sono vulnerabili al Sars-cov-2 anche il cuore, i vasi sanguigni, i reni, l’intestino e il cervello.

Il virus entra nell’organismo soprattutto attraverso le cellule che si trovano sul rivestimento interno del naso, sfruttando come porta d’accesso una proteina presente sulla loro superficie esterna chiamata Ace2 (enzima di conversione dell’angiotensina, che regola la vasocostrizione delle arterie). Una volta dentro, il virus s’impossessa dei meccanismi cellulari e comincia a replicarsi. I nuovi virus invadono a loro volta altre cellule.

In alcuni casi l’infezione può proseguire fino a raggiungere gli alveoli dei polmoni. Anche in questo caso il virus trova cellule ricche di proteine Ace2. La persona colpita dall’infezione sviluppa quindi la polmonite. Quello che succede dopo è meno chiaro. In alcuni casi la situazione peggiora decisamente. Secondo alcuni esperti, l’effetto è dovuto alla risposta immunitaria. I livelli di alcune molecole coinvolte nella risposta immunitaria, le citochine, aumenterebbero in modo anomalo, portando a un attacco del sistema immunitario verso i tessuti sani. Non tutti gli esperti sono però convinti di questa ipotesi.

Colpire il cuore
Il virus agisce anche su un’altra parte del corpo, ovvero il cuore e i vasi sanguigni. Come avvenga, rimane un mistero, scrivono Meredith Wadman, Jennifer Couzin-Frankel, Jocelyn Kaiser e Catherine Matacic su Science. Da molte ricerche preliminari sembra però che questo tipo di danno sia piuttosto comune. Uno studio ha osservato che quasi un quinto dei pazienti ricoverati per covid-19 aveva danni cardiaci. Il virus sembra anche alterare la capacità del sangue di coagulare, con un aumento del rischio di trombosi. Questo potrebbe spiegare i casi di embolia polmonare e ictus tra i malati.

Il danno cardiovascolare potrebbe anche dipendere dai bassi livelli di ossigeno o dalla risposta immunitaria.

La capacità del virus di colpire il cuore e i vasi sanguigni potrebbe spiegare perché tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva prevalgono quelli con fattori di rischio vascolari, come diabete, obesità, età e ipertensione, e non gli asmatici. Comunque, non è ancora chiaro che cosa causi esattamente il danno cardiovascolare. Potrebbe dipendere dall’azione diretta del virus, che forse sfrutta le cellule ricche di proteine Ace2 del cuore e dei vasi sanguigni. Oppure potrebbe dipendere dai bassi livelli di ossigeno o dalla risposta immunitaria.

Un altro organo che viene colpito dalla malattia è il rene, dove molte cellule presentano la proteina Ace2. Alcune autopsie hanno mostrato la presenza di particelle virali nel rene, suggerendo un attacco diretto del virus. I danni renali potrebbero però essere dovuti ad altri problemi, per esempio ai farmaci usati per combattere il virus o ancora una volta alla particolare risposta immunitaria. La presenza di condizioni già esistenti, come il diabete, potrebbe aumentare il rischio di danno renale.

Dal cervello all’intestino
Alcuni sintomi del covid-19 potrebbero manifestarsi anche nel cervello. Le proteine Ace2 sono presenti nelle cellule della corteccia e del tronco encefalico. Non è stato tuttavia dimostrato che il virus possa penetrare nel cervello e interagire con queste proteine. Il singolo caso di un paziente con meningite ed encefalite, in Giappone, è stato ricollegato al sars-cov-2. Ma i danni al cervello potrebbero avere altre spiegazioni.

Bisogna infatti considerare altre cause possibili, come l’eccessiva risposta immunitaria e la tendenza a coagulare del sangue. In realtà i ricercatori stanno ancora cercando di identificare tutti i sintomi provocati dal covid-19. Per esempio, alcuni pazienti lamentano la perdita del senso dell’olfatto. Questa circostanza fa pensare a un collegamento con il sistema nervoso, che però deve essere ancora dimostrato.

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Un altro bersaglio del covid-19 è l’intestino. Si sa che nel tratto digestivo le cellule presentano la proteina Ace2. È anche noto che alcuni pazienti infettati dal virus soffrono di diarrea. Però non è chiaro se il virus si possa replicare nell’intestino, anche perché molti pazienti con questo sintomo potrebbero non essere diagnosticati correttamente come covid-19.

Altre parti del corpo possono diventare un bersaglio. Alcuni pazienti sviluppano una congiuntivite, ma non si sa se gli occhi vengano colpiti direttamente dal virus. Il fegato risulta spesso danneggiato, forse a causa dell’azione diretta del virus, o forse per l’uso dei farmaci o a causa della risposta del sistema immunitario.

Questa mappa della devastazione provocata dal sars-cov-2 è quindi solo un abbozzo. Occorreranno anni di ricerche approfondite per capire nel dettaglio come agisce il virus, conclude Science.