31 luglio 2014 15:50

Uno dei buoni propositi per il prossimo mese potrebbe essere questo: “dormire un po’ di più”. E farlo sapendo che non è una scelta da mollaccioni pigri, ma una precisa strategia per stare meglio e migliorare le proprie capacità mentali e cognitive, oltre che la propria resistenza fisica.

Perché dormiamo? In media una persona passa dormendo il 36 per cento della propria vita. Vuol dire che un novantenne ha passato 32 anni a dormire. Ma non è tempo sprecato.

Tra incantevoli citazioni shakespeariane ed evidenze neurologiche, Russel Foster, neuroscienziato specializzato nello studio dei ritmi circadiani, spiega perché l’intero cervello lavora forse più mentre dormiamo che quando siamo svegli: processi metabolici si attivano, memorie e apprendimenti si consolidano, e troviamo soluzioni nuove.

Eppure la società contemporanea è, nel suo complesso, pesantemente deprivata delle indispensabili ore di sonno. Queste le conseguenze: minore creatività, scarsa capacità di giudizio e maggiore impulsività. E poi: la mancanza di sonno è connessa con il sovrappeso e con il disagio mentale. Guardatevi la Ted conference (sottotitoli in italiano).

[A proposito di incidenti][1]. Diversi studi americani mostrano che il passaggio estivo all’ora legale, con conseguente perdita di sonno, accresce in modo significativo sia il numero degli incidenti sul lavoro, sia la loro gravità. Inoltre, come dicevamo poco sopra, l’assenza di sonno diminuisce l’autocontrollo, nella misura in cui sottrae glucosio (e quindi energia) alla corteccia prefrontale, che presiede quella funzione.

Chi dorme solo sei ore e mezzo a notte - lo scrive [la Harvard Business Review][2] – ha una tendenza maggiore a comportarsi in maniera disonesta o poco etica e a prendere decisioni sbagliate. La cosa preoccupante è che il 40 per cento dei manager dorme meno di sei ore per notte. E sono proprio loro quelli che dovrebbero prendere decisioni sagge, a mente fresca, ed essendo nel pieno possesso di tutte le proprie risorse mentali.

Andare a [scuola un po’ più tardi][3] per imparare meglio potrebbe essere una buona idea. Altri studi americani dimostrano che posticipare l’inizio mattutino delle lezioni (per esempio, dalle 7.30 alle 8.30) si traduce, per gli studenti, in un significativo aumento del tempo dedicato al sonno. Queste le conseguenze positive: rendimento migliore in lettura e in matematica, minori segni di depressione, minor abbandono scolastico.

Ma non è solo una questione di rendimento scolastico. Nel periodo della pubertà, e specie tra i dodici e i sedici anni e mezzo, il [cervello si riorganizza][4] profondamente e la struttura neurale si rimodella. Tutto questo avviene durante il sonno, e una deprivazione di sonno può pregiudicare il processo.

[Il sonno profondo][5] aiuta la creatività: è il sonno delle prime quattro ore del ciclo. Aiuta, anche se i meccanismi non sono del tutto chiari, a riconoscere la struttura di un problema, ad affinare il pensiero e ad avere quelle che comunemente sono definite “illuminazioni creative”.

Lo [racconta Psychology Today][6]: perfino i topolini di laboratorio riescono a districarsi meglio in un labirinto dopo un buon sonno (e dopo che, nel sonno, il loro cervello ha ricostruito gli schemi di attività appresi orientandosi nel labirinto). I soggetti (umani) di un altro test dimostrano, dopo aver dormito, una capacità di risolvere puzzle raddoppiata rispetto ai soggetti che sono rimasti svegli. Inoltre, il sonno aiuta a cogliere connessioni utili e creative tra elementi che sono lontani tra loro.

[Dormire è essenziale][7], dunque, sia per decidere meglio, sia per comportarsi meglio, sia per capire, organizzare e ricordare meglio. Studiare qualcosa prima di andare a dormire, o fare un pisolino dopo aver studiato, migliora l’apprendimento. Inoltre: simulare nel corso di [un sogno lucido][8] un’abilità appena appresa sembra [migliorare le prestazioni][9] in modo significativo. Se l’idea del sogno lucido vi intriga e volete diventare onironauti, potete consultare il sito del [Lucidity Institute][10].

È intitolato Sleep il coro virtuale (2052 voci registrate dal web, da 58 paesi) di Eric Whitacre.


Potreste ascoltarvelo prima di andare a dormire. Poi non restatevene incollati a un qualsiasi schermo a girovagare da un sito all’altro, però: luci intense e schermi, di sera, sono nemici di un buon sonno.