20 aprile 2021 15:12

S’intitola A classic screw, si trova nel nuovo album degli Xiu Xiu e nasce da una collaborazione con Fabrizio Modonese Palumbo dei Larsen, artista che contribuisce felicemente a sfondare l’idea di confini geografici – e di confini in generale – rispetto a quella che consideriamo musica “italiana”. Come se drone, post-rock e tutti i rimescolamenti a cui i Larsen ci hanno esposto negli ultimi vent’anni fossero sempre generi d’importazione, o generi tradotti, invece di essere soprattutto intuizioni sentimentali che scavalcano qualsiasi lingua di appartenenza, per risolversi e dissolversi nell’ambiente.

Sulla scia di un’intimità di lunga data tra le due band, che vive soprattutto nel progetto XXL, A classic screw è in effetti una canzone classica, con una dissonanza quasi melodica, malgrado l’inquietudine vudù che fluttua attorno al concetto “Perché proteggere la persona che ti ha ferito / affinché lo faccia di nuovo?”.


È un nuovo tassello in un’operazione di ricerca sonora quanto esistenziale di Jamie Stewart degli Xiu Xiu, in una cosmogonia del dolore che ha spesso il coraggio di essere intollerabile. È nel coraggio di questa intollerabilità, che lo accomuna ai Larsen, che spesso c’è l’arte. Ma non è un dolore solipsistico: OH NO è un disco di duetti quasi sempre riusciti perché nascono dall’impulso di dire, di connettere, di sconfinare da sé per arrivare a toccare davvero gli altri. In una stagione di featuring e collaborazioni industriali per mettere in risalto l’artista principale, OH NO si priva un po’ di questo narcisismo, e fa comunità.

Questo articolo è uscito sul numero 1405 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati

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