11 maggio 2021 14:56

È sotto il segno di Franco Battiato e del suo uso indimenticabile della parola “potere” che esce una delle canzoni più significative di questa tarda primavera. S’intitola Not for me, e l’ha scritta e composta Rachele Bastreghi, cantautrice e componente dei Baustelle, per il suo disco di esordio solista Psychodonna. Con il suo testo bilingue e l’attitudine al manifesto – in questo caso contro le discriminazioni di genere – Not for me prende da Battiato l’intelligenza che non si dimentica del corpo. “L’ordine non fa per me”, canta Bastreghi nel brano, un’affermazione vera per tutto il disco, dove le geometrie altissime di Bach e l’eleganza dei pianoforti vengono profanate da echi disco, e da icone indisciplinate come Harry Dean Stanton e Anne Sexton.


Spesso, ripensando a come siamo diventate ragazze e poi donne, scopriamo di aver avuto gli stessi incidenti di percorso, gli stessi innamoramenti, gli stessi femminismi a volte entusiasmanti e altre volte di retroguardia, in un magma collettivo che è spesso protettivo e ci tiene nelle strade. Ma per ciascuna di queste ragazze il magma ribolle con le sue frequenze private, ha un ritmo e una pulsazione solo sua, che è in qualche modo il suo dna: in Psychodonna Bastreghi fa sentire sia il magma collettivo sia le sue pulsazioni inimitabili, ed è una sinergia così potente e liberatoria che quando sfocia in Due ragazze a Roma (con Meg e Chiara Mastroianni) non solo pare d’innamorarsi di ogni donna, ma soprattutto di se stesse: il desiderio verso l’altro è soprattutto il desiderio verso un’altra versione di sé.