11 maggio 2020 16:31

Fatima al Qadiri è una musicista elettronica di origine kuwaitiana, nata nel 1981 a Dakar, in Senegal, poi trasferita da bambina negli Stati Uniti allo scoppio della prima guerra del Golfo. Ora vive a Berlino. Proprio perché di posti ne ha visti tanti, nel 2014 ha deciso di dedicare il suo primo album a un paese in cui non era mai stata. Asiatisch, “asiatico” in tedesco, è la descrizione sonora di una Cina ipertecnologica, pixelata, kitsch e completamente inventata.

Il viaggio non può che partire con un gioco di specchi, la cover di una cover, Nothing compares 2 U di Sinéad O’Connor (ma originariamente scritta da Prince), qui cantata in mandarino e con parole senza senso. Al Qadiri si perde per strada anche il titolo della canzone che diventa semplicemente Shanzhai, la parola cinese che indica un prodotto taroccato.
Asiatisch è una cineseria virtuale, una scombiccherata Chinatown a 8 bit, un ristorante cinese di Blade Runner, capace però di offrire improvvisi squarci di bellezza. Una bellezza che ci imbarazza un po’, perché potrebbe in qualsiasi momento rivelarsi una di quelle finte cascate turchesi incorniciate da dragoni di plastica.

Fatima al Qadiri
Asiatisch
Hyperdub, 2014