01 dicembre 2020 17:41

Will Storr
La scienza dello storytelling
Codice edizioni, 276 pagine,24 euro

Potremmo spendere il nostro tempo in mille modi più efficaci e invece ne passiamo tanto ad ascoltare storie: leggendole nei libri, nei siti, nei social network oppure guardandole in forma di video, film o serie. Il loro mercato è così grande e redditizio che pullulano corsi di storytelling che offrono ricette per fare buone narrazioni e spiegazioni sulle ragioni che ci spingono ad apprezzarle. Dopo che George Lucas ha dichiarato che per Star Wars si era ispirato alle tesi di Joseph Campbell sull’esistenza di un “monomito” originario da cui tutti gli altri derivano, in molti si sono messi a seguirle.

La strada tentata in questo libro è diversa: per capire come funzionano le storie fa un uso intenso ma sorvegliato delle scienze cognitive. Così scopriamo che di storie abbiamo bisogno perché fin dalla nascita non facciamo altro che raccontarcene per interpretare i segnali imperfetti, contraddittori e disturbanti che vengono dal mondo e dalla nostra mente. In quattro capitoli Storr analizza gli ambienti, le personalità, i conflitti interiori e le trame mostrando come certe tecniche narrative (un incipit che fa registrare un cambiamento, la motivazione taciuta di un personaggio, un dettaglio gratuito…) sollecitano in noi attività che la nostra mente compie sistematicamente per poter vivere. Perché, come si legge a pagina 74: “Siamo tutti personaggi d’invenzione”.

Questo articolo è uscito sul numero 1386 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati