13 settembre 2021 16:48

I cambiamenti climatici cominciano a farsi sentire in Iraq, paese già provato dal pesante fardello della fase postbellica e dalla pandemia di covid-19. Gli iracheni più vulnerabili, soprattutto nelle province del nord, dell’ovest e del sud del paese, quest’anno hanno assistito alle seconde piogge più scarse degli ultimi quarant’anni.

Un rappresentante del World food programme (Wfp) ha espresso “particolare preoccupazione” per le temperature, che hanno raggiunto livelli record, dopo che nel 2020 il termometro aveva toccato i 52 gradi a Baghdad. Anche nella stagione piovosa le precipitazioni sono state più basse della media, soprattutto nel nord e nelle regioni curde, cosa che potrebbe avere un impatto negativo su coltivazioni come il grano e l’orzo.

I dati raccolti dal Wfp a maggio mostrano che l’8 per cento degli abitanti delle province di Ninive e Kirkuk non assume quantità di cibo sufficienti (la media nazionale è il 4 per cento). Inoltre il 13,4 per cento della popolazione di Ninive (contro il 7,5 per cento del resto del paese) ricorre a strategie di adattamento alimentari negative, come prendere denaro in prestito o mangiare di meno. Il Wfp continua a monitorare la situazione e le conseguenze sulla sicurezza delle persone.

L’importanza dell’acqua
Alcuni studi dimostrano che un accesso equo alle risorse idriche è fondamentale per sostenere la ricostruzione di un paese, perché l’acqua è alla base della salute pubblica, della produzione alimentare, di energia e di un’agricoltura redditizia. Ma l’acqua potabile in Iraq è sempre più scarsa, cosa che alimenta nuove tensioni sociali.

Si prevede che l’attuale popolazione irachena (40 milioni di abitanti) sia destinata a raddoppiare entro il 2050, mentre gli effetti dei cambiamenti climatici – precipitazioni più scarse e irregolari, temperature più alte, siccità prolungate e più rigide – aggraveranno i problemi idrici del paese.

I due paesi vicini, Turchia e Iran, controllano le principali fonti di approvvigionamento idrico dell’Iraq. Entrambi hanno già progettato e costruito delle dighe senza consultare Baghdad. Gli esperti internazionali avvertono che l’instabilità in Iraq continuerà fino a quando le molteplici crisi idriche, a lungo trascurate, non saranno finalmente affrontate.

(Traduzione di Francesco De Lellis)