Territori vergini

14 giugno 2017 17:33

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna eterosessuale, e sto con il mio ragazzo da otto mesi circa. Tra noi va benissimo e il sesso è stupendo. C’è però una cosa che fa lui a letto e che a me un po’ mi ammoscia, e speravo tu potessi aiutarmi a chiarire. Una volta su quattro, dopo che ha eiaculato, si dà una leccatina alla sborra sulle dita. A me questa cosa fa impressione. Sono stata con diversi ragazzi, e ovviamente capisco che per molti l’idea di una donna che beve la sborra sia eccitante, ma è la prima volta che m’imbatto in questa versione. All’inizio temevo che la repulsione mi venisse da qualche istinto omofobico nascosto, ma si è parlato della possibilità che io lo scopi con un dildo, e quello a me va bene. Più che altro è una cosa che mi puzza di egocentrismo superficiale. Cioè, io mai e poi mai mi ficcherei le dita nella fica per poi passarmele in faccia. Di solito quando ci sono attriti e perplessità riusciamo a parlarne, ma questa cosa sto facendo fatica ad affrontarla. Ho tre domande: è una cosa comune? Devo farmene una ragione o provo a parlargliene? I maschi se potessero si succhierebbero il cazzo da soli?

–Yearning Understanding Concerning Kink

  1. Non è comune, YUCK, ma nemmeno così rara. Magari il tuo ragazzo ha avuto dei genitori sessofobici che se trovavano un calzino incrostato davano di matto, per cui ha deciso di nascondere le prove ingoiandole, dopodiché ci ha preso gusto. Magari pensa che il suo sperma contenga una qualche superenergia virile e vuole conservarne un po’. Magari ha avuto una fidanzata che si eccitava a vederlo leccare la sborra e ha pensato (sbagliando) che eccitasse anche te.
  2. Sì, devi fartene una ragione, e sì, devi parlargliene. Per la prima cosa quasi certamente serve la seconda.
  3. Ogni uomo sulla terra ci prova, pochi eletti ci riescono, e tutti, se potessimo, lo faremmo. Anche il mio nuovo amico WORM (vedi sotto).

***

Sei un finocchio.
–Women Obsess Real Men

Sei nuovo da queste parti, vero WORM?

***

Ho quasi 30 anni e sono ancora vergine. Sono maschio, sovrappeso e più o meno eterosessuale (mi piacciono alcuni uomini, ma sono casi rarissimi). Finora ho anche avuto una vita davvero infernale: ho perso un testicolo per un cancro e avevo un padre violento che da adolescente mi ha costretto col terrore alla castità minacciando una presunta “lobotomia del pene” se mai avessi fatto sesso con una ragazza. In dieci anni non ho praticamente avuto storie, e anche se adesso mi sono liberato di mio padre e del terrore genitale di cui sopra, ho anche una paura INCREDIBILE di espormi. Sono disabile e non attraente, almeno per gli standard convenzionali, lì sotto sono coperto di cicatrici per le operazioni, e come se non bastasse ce l’ho pure abbastanza piccolo. L’ultima volta che mi è capitata l’occasione di fare sesso mi sono buttato, ma con terrore tale da non riuscire a farlo stare duro. La donna con cui sono andato ha detto una cosa tipo “Be’, con questo non è che posso farci molto, no?”. A quel punto le ho chiesto di andarsene, perché dire una cosa così è proprio da stronzi. Teoricamente sarei anche su Tinder e Bumble, ma nemmeno so perché, e il più delle volte penso che la cosa più giusta nei confronti di potenziali partner sarebbe continuare a stare nascosto per non infliggergli la mia presenza grottesca. Ho paura di essere umiliato di nuovo, e non è affatto una cosa che mi eccita. Oltretutto ho un’età in cui la mia totale mancanza di esperienza e deformità fisica sono (immagino) un problema troppo grosso per chiunque possa incontrare. Vorrei davvero trovare l’amore, il sesso, una compagna. Non ho sopportato la povertà, la disabilità, le violenze fisiche ed emotive e il tentato omicidio da parte dei miei genitali per starmene sepolto nel mio ufficio solo e senza amore. Ma non so proprio da dove cominciare.

–The Virgin Who’s Been Fucked A Whole Lot Just Never In The Good Way

Così a caldo…
Rivolgiti a una professionista del sesso. Ti permetterà di separare le ansie legate alla ricerca dell’amore e di una compagna da quelle dovute all’inesperienza sessuale. Una professionista gentile, comprensiva e competente può toglierti il peso della verginità e aiutarti a ritrovare (o instillarti) la fiducia nel fatto che il tuo uccello può diventare e rimanere duro in presenza di un altro essere umano. Sii completamente sincero sulla tua mancanza di esperienza e i tuoi timori. Se mentre vi accordate — cosa che va fatta in fretta e andando dritti al sodo — lei ti sembra insofferente o poco sensibile, ringraziala della disponibilità e ricomincia da capo. Le lavoratrici del sesso gentili, premurose e compassionevoli esistono. In ufficio immagino che tu abbia un computer, TVWBFAWLJNITGW. Usalo per cercarne una.

Esci di casa. Gira, fai cose, nei limiti della tua disabilità e disponibilità economica. Se devi andare da solo, vacci lo stesso. Anche se quello che vuoi fare difficilmente ti porterà a contatto con molte donne, tu fallo. Conoscere qualcuno è più facile, se sei fuori casa e ti muovi nel mondo. Anche se qualcuno non lo incontri subito, ti sentirai comunque meno isolato e meno solo. E se quel qualcuno non dovessi incontrarlo mai (non starò a raccontarti le favole, c’è anche a chi non capita), andare in giro e fare cose renderà comunque la tua vita piena e attiva.

Non sei solo. Ok, ti senti solo, ma non sei davvero solo. Nel senso che al mondo ci sono donne (e uomini) che si sentono paralizzati esattamente come te, perché a 30 anni sono ancora vergini, perché non sono attraenti secondo gli standard, perché le loro prime/uniche esperienze sessuali sono state altrettanto umilianti, perché hanno avuto un’infanzia traumatica e ne portano le cicatrici emotive. Nella tua vita deve entrare una donna paziente, comprensiva e gentile, che sia disposta ad andare al di là della tua disabilità, della tua inesperienza e dei tuoi trascorsi difficili. Tu sii altrettanto paziente, comprensivo, gentile e disponibile.

Superale, quelle cicatrici. Tanto tempo fa stavo con un ragazzo che aveva delle cicatrici importanti sulle palle e sotto. Era cresciuto in una fattoria (sospiro) e un giorno inciampando in un macchinario è finito a cavalcioni di un tubo arroventato. Non so esattamente come sia andata, perché di macchine agricole non m’intendo, ma il tubo gli ha bruciato i jeans e procurato ustioni di terzo grado alle palle, alla pelle sopra il culo e nell’interno coscia. Dieci anni dopo abbiamo cominciato a frequentarci, e indovina un po? Io le sue cicatrici non le ho notate. E non perché non ci sia stata l’occasione: era il mio primo fidanzato serio, e i primi tre mesi li ho passati quasi tutti con la faccia tra le sue gambe. Quelle cicatrici, che per lui erano così evidenti da farlo vergognare dei suoi genitali, per me sono rimaste invisibili finché lui non se n’è scusato senza motivo. I genitali sono un cumulo di carne, pieghe, peli, colori, pezzi assortiti e a volte anche cicatrici, TVWBFAWLJNITGW. Se temi che si notino, butta lì che hai avuto il cancro e perso una palla, ma guadagnandoci una cicatrice molto fica.

Buona fortuna, TVWBFAWLJNITGW. Facciamo il tifo per te.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Questa rubrica è stata pubblicata su The Stranger.

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