20 gennaio 2021 17:09

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Avrei davvero bisogno di un consiglio. Qualche giorno fa ero a casa del mio ragazzo mentre lui non c’era, e aprendo un armadietto per prendere un multivitaminico ho trovato i suoi farmaci per l’hiv. Stiamo insieme da un anno, e pensavo fosse negativo. Io lo sono e prendo la PrEP (profilassi pre-esposizione), mentre lui ha una carica virale non rilevabile, per cui so che il rischio che mi infetti è pari a zero. Quando ci siamo messi insieme, però, abbiamo deciso di essere una coppia un po’ “aperta” – nel senso che avremmo fatto sesso a tre insieme – e ho da poco conosciuto un ragazzo che ci piacerebbe invitare a casa.

Sto cercando di superare la sensazione di tradimento che mi ha dato scoprire che il mio ragazzo mi ha nascosto così a lungo la sua sieroposività, ma mi va bene continuare a stare insieme anche così. Lui però mi ha detto che in tutto lo sanno solo cinque persone, e sua madre, con la quale parla quasi quotidianamente, non è tra queste. Dice che diventare sieropositivo gli ha distrutto l’autostima e provocato pensieri suicidi. Sarebbe assurdo da parte mia aspettarmi che lo comunicasse al ragazzo con cui andremo a letto? E se gli dicessi di parlarne con un terapista o fare coming out come sieropositivo con la madre? Sono davvero innamorato e voglio solo che sia felice e sano.

–Wannabe Ethical And Supportive Slut

Se al momento ti preoccupi dell’hiv, WEASS, ti preoccupi del virus sbagliato. A meno che non abbiate la fortuna di vivere in Nuova Zelanda, tu e il tuo ragazzo ora come ora non dovreste invitare gente a fare sesso in tre.

Ma immaginando che viviate in Nuova Zelanda…

Io non penso che lui abbia il dovere morale di rivelare la sua sieropositivà a un partner occasionale, WEASS, ma ti ricordo che in alcuni stati è la legge che lo obbliga a farlo. Pur se applicate di rado, le leggi che impongono di comunicare il proprio status hiv sortiscono quasi sempre un effetto opposto a quello desiderato. Anziché sensibilizzare le persone a fare il test e parlarne, queste leggi disincentivano la pratica degli esami: se non sai di essere sieropositivo, non rivelarlo non può causarti guai.

Sono leggi che risalgono a decenni fa, quando contrarre l’hiv era percepito – perlopiù a ragione – come una sentenza di morte. Ma non riflettono ciò che avere l’hiv o andare a letto con una persona sieropositiva significa oggi. Persino fare sesso non protetto con una persona sieropositiva a carica non rilevabile, oggi, è meno rischioso che farlo protetto con una che non si è fatta il test. Preservativo o meno, un sieropositivo a carica virale non rilevabile – non rilevabile grazie a medicinali come quelli che prende il tuo ragazzo – non può trasmettere l’hiv. Non rilevabile = non trasmissibile. Se però uno pensa di essere sieronegativo perché lo era l’ultima volta che si è fatto il test o non se l’è mai fatto, ecco: lui sì che potrebbe essere sieropositivo e contagiare altri, e questo anche se usa il preservativo, che può comunque perdere o rompersi. (E ci sono tante altre Mts dalle quali dovremmo proteggerci con il preservativo, compreso un micidiale ceppo di gonorrea resistente agli antibiotici, ma qui stiamo parlando soltanto di hiv).

Per rispondere alla tua domanda, WEASS: sì, penso che sarebbe assurdo costringere il tuo ragazzo a rivelare la sua sieropositivà all’invitato, ma ripeto, a imporgli di farlo potrebbero essere le leggi sull’hiv.

Ora, se l’omosessuale presumo sessualmente attivo e sessualmente avventuroso che pensate di invitare a casa lì a Christchurch non è scemo, WEASS, saprà che il tuo ragazzo - quello con la carica virale non rilevabile - per lui non comporta rischi, almeno sul fronte hiv. Fermo restando che non devi assolutamente dirglielo tu al posto del tuo ragazzo, WEASS, potresti comunque introdurre l’argomento “sesso sicuro” in termini generali, e vedere come l’altro reagisce. Se si mostra ragionevole – e in particolare se vi dice che anche lui prende la PrEP – è probabile che scoprendo che il tuo ragazzo è sieropositivo non vada in paranoia per lo stesso motivo per cui non ci sei andato tu: le possibilità che il tuo ragazzo possa trasmettergli l’hiv sono pari a zero (stiamo entrambi partendo dal presupposto che il terzo non sia sieropositivo, WEASS, mentre potrebbe esserlo). Se ti sembra un tipo ragionevole, allora dovresti incoraggiare il tuo ragazzo a parlare: sentirsi dire che non è un problema da uno con cui vuole scopare potrebbe aiutarlo a sentirsi meno insicuro per la sua sieropositività.

Infine, non puoi ordinargli di fare coming out con la madre, WEASS, ma potresti motivarlo a farlo. È chiaro che ha paura di essere giudicato e umiliato perché sieropositivo; è uno dei motivi per cui te l’ha nascosto, anche se sì: avrebbe dovuto dirtelo prima. Ti ha chiaramente sottovalutato: tu non l’hai respinto dopo aver trovato per caso i suoi medicinali anti-hiv mentre in sua assenza gli ribaltavi gli armadietti di casa cercando… cos’era già? Ah, sì: un multivitaminico (certo…). Comunque sia, WEASS, digli che probabilmente sta sottovalutando sua madre come ha sottovalutato te, dopodiché lasciagli decidere da solo a chi dirlo e quando.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Sono un eterosessuale sottomesso che ha finalmente – FINALMENTE – conosciuto una donna aperta ai miei kink principali: il bondage e il cuckolding. Mi piacciono le manette e le catene ai piedi, per cui sul bondage è stato facile (non si è dovuta imparare lo shibari), mentre il cuckolding è molto più complicato da realizzare durante una pandemia. Un anno fa, quando ci siamo messi insieme sul serio, lei ha chiuso un lungo rapporto di scopamicizia con un collega. L’ex scopamico era una scelta sicura sul piano emotivo, perché nessuno dei due era sentimentalmente coinvolto, ed è sicuro anche per il covid-19, visto che il loro ufficio è una cosiddetta “bolla sociale” (e presto saranno vaccinati entrambi!). Lei continua a dirmi che questo collega è il toro perfetto, ma a me non va bene (anche se è strano dirlo, non essendo io quello che deve andarci a letto). Non voglio sembrare arrogante, ma sono molto più attraente di lui, nonché più dotato. Le mie fantasie da cuckold prevedono che lei si scopi un uomo più bello di me e più dotato di me. Sono stato a lungo in terapia, non per “curare” le mie fantasie ma per capirle meglio. E sono giunto a questa conclusione: per la mia ragazza è profondamente allarmante (in senso erotico) scoparsi un uomo “migliore” di me, e profondamente rassicurante scegliere di stare con me quando potrebbe stare con uno “migliore”.

–Better Example Than This Erotic Rival

C’è qualcosa, in quest’uomo, che per la tua ragazza funziona – un motivo per cui continua a tirarlo in ballo – e se vuoi che con lei ci sia un futuro, e quel futuro comprenda il cuckolding, BETTER, allora scegliere un uomo con cui lei si sente a suo agio la prima volta (o le prime volte) è un’ottima idea. Non sarà più attraente o più dotato di te, BETTER, ma deve per forza avere qualcosa di “meglio” in senso oggettivo: magari è più colto, guadagna di più, la lecca meglio, eccetera. Avrà di certo qualcosa che la tua ragazza può sbatterti in faccia per sollecitare le tue insicurezze (quando andrà a scoparselo) e soddisfare il tuo bisogno di rassicurazione (quando tornerà da te). E poi come fai a sapere che ce l’hai più grosso? Perché te l’ha detto lei. Ti conviene chiederle se per caso ha mentito, BETTER, perché è proprio il tipo di bugia che le donne raccontano ai nuovi fidanzati parlando degli ex e degli scopamici. Dandole la possibilità di ritrattare, BETTER, la tua ragazza potrebbe tranquillamente farlo, e potrebbe essere vero.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.