Sommario

Dov’è finito Obama?

Discorsi deludenti, promesse vaghe, un’immagine sorridente che non basta più. A un anno dal suo ingresso alla Casa Bianca, il presidente americano deve riconquistare i suoi elettori.

826 (18 / 24 dicembre 2009)
826 (18 / 24 dicembre 2009)

georgia

Il capitalista sovietico

Montagne di rubli, gangster, truffatori. Negli anni novanta a Tbilisi la vita non era facile. Ma i più intraprendenti diventavano ricchi. La storia di Misha, ex calciatore, speculatore e tra i primi uomini d’affari della Georgia.

In copertina

Dov’è finito Obama

I suoi discorsi deludono, le promesse sono rimaste vaghe e la sua immagine sorridente non basta più. Dopo un anno alla Casa Bianca, il presidente americano deve riconquistare gli elettori.

In copertina

Un americano a Oslo

Nel discorso per il Nobel Obama ha giustificato la guerra. Perciò non meritava un premio per la pace.

Pop

La mia casa è aperta

Di Tobias Jones

Visti dagli altri

Le ferite di Berlusconi

Dopo l’aggressione al presidente del consiglio, alcuni cercano di abbassare i toni, altri di alimentare lo scontro politico. Il paese è sempre più diviso.

Scienza e tecnologia

Tutti i microbi dell’obesità

Economia e lavoro

I capitali cinesi prendono il largo

In copertina

La magia non funziona più

Obama ha annunciato la nuova strategia in Afghanistan. Il suo discorso ha deluso sia i realisti sia i sognatori.

Reportage

L’isola felice

Nella Repubblica Democratica del Congo devastata dalle guerre c’è un’oasi di pace: è Idjwi, sul lago Kivu. E i suoi abitanti aspettano che qualcuno s’interessi a loro.

Viaggi

Sulle rive del Tago

In barca sul tratto portoghese del fiume che sfocia a Lisbona. La vegetazione brilla al sole e i cavalli brucano l’erba degli isolotti alluvionali.

Asia e Pacifico

Afghanistan, la exit strategy di Obama

Africa e Medio Oriente

I paradossi della democrazia turca

Storie

“Una volta Nadezda Mandelstam descrisse suo marito all’inizio dell’epoca delle persecuzioni. C’è lui che guarda fuori dalla finestra della loro casa di Mosca e vede tutti i passanti che vanno e vengono, affaccendati, è il 1936 o giù di lì, e dice: ‘Pensano che vada tutto bene solo perché i tram passano ancora’”. Keith Gessen è uno scrittore che vive a New York ed è nato a Mosca nel 1975. Il suo primo romanzo s’intitola Tutti gli intellettuali giovani e tristi e in Italia l’ha pubblicato Einaudi. Qualche mese fa abbiamo pubblicato in copertina una sua inchiesta sul processo per l’omicidio di Anna Politkovskaja, uscita sul New Yorker. Insieme a tre amici ha fondato N+1, una rivista letteraria molto critica nei confronti del mondo culturale statunitense. A Keith Gessen abbiamo chiesto di diventare direttore di Internazionale, anche se solo per un numero: ha scelto lui tutti gli articoli che usciranno la prossima settimana nel numero di fine anno con storie e racconti dai quattro angoli del pianeta. Leggi

Visti dagli altri

La sfacciatagine che premia

L’importante per il premier è non mostrarsi mai remissivo. Per rassicurare la folla si è fatto vedere perfino con il volto livido e insanguinato.

Visti dagli altri

Oltre i confini della normalità

L’Italia ha una lunga storia di terrorismo politico. Ma l’aggressione di Milano non ha nulla a che vedere con il passato del paese.

Attualità

Il pericolo intorno all’energia verde

Mentre il vertice di Copenaghen conferma l’importanza delle fonti alternative, aumentano i casi di corruzione nel settore dell’industria eolica.

Ritratti

Babar Ali. Il piccolo preside

Ha cominciato a insegnare la matematica ai suoi amici per gioco. A sedici anni dirige una scuola con ottocento alunni nel Bengala Occidentale.

Graphic journalism

Cartoline dal Vaticano

Di Francesco Cattani

Europa

Dal referendum catalano un messaggio per l’Europa

Portfolio

Vivere in spiaggia

Sulle spiagge di Rio de Janeiro si incontrano le diverse anime della città: i poveri delle favelas, i ricchi di Ipanema e i turisti, sempre attratti dal mito un po’ decadente della città carioca. Le foto di Francesco Zizola.

In copertina

Come un gatto con sette vite

Obama ha un modo di fare serio e distaccato che spesso lo rende antipatico. Ma dimostra una grande sicurezza di sé.

Cultura

In principio fu il login

Quarant’anni fa internet, ancora in fasce, pronunciò le sue prime parole. Dai primi pionieri all’onnipresente Google, la storia della rete che ha rivoluzionato il mondo.

Americhe

La destra cilena al contrattacco

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