Domenico Starnone

È uno scrittore italiano. Il suo ultimo romanzo è Lacci (Einaudi 2014). 

Domenico Starnone
Crepe televisive

Non finisce mai di stupire come personaggi che stanno sempre in tv quasi inavvertitamente usino il monitor come uno specchio. Leggi

Tra lo stallo e la clava

Non c’è un solo fazzoletto di terra dove non si pensi che la storia come la si fa lì, non la si fa da nessun’altra parte. Leggi

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Energie da vendere

Franz Kafka, nei suoi diari, registra l’impressione di custodire in sé energie creative in abbondanza. Leggi

Bene o male la legge è fatta

Oggi sorprende che tutte le forze politiche, dopo aver cincischiato per un tempo infinito, sembrano dire: presto, facciamo una legge elettorale come va va. Leggi

Miti rivisitati

Più che la vita, si è allungata la vecchiaia. Non uscendo di scena la vecchia generazione, la nuova si comporta fin agli ottant’anni come se ne avesse quindici. Leggi

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L’Italia distante

Ci sono scrittori italiani d’America (ci vivono e lavorano da decenni, pur avendo legami forti con l’Italia) che raccontano storie di italiani la cui esistenza è ormai in inglese. Leggi

Problemi di salute

La metafora della malattia è immarcescibile nei dibattiti sul pessimo stato del mondo. Leggi

Per tirare avanti

Di tutte le parole che una volta servivano a definirsi di sinistra, ne è rimasta una sola ancora in arcione: progressista. Leggi

Emozioni elettorali

I conduttori televisivi annaspano per trasformare le loro trasmissioni in thriller con punte alte di suspense specialmente a ridosso delle interruzioni pubblicitarie. Leggi

Il peccato originale

In Bruciare tutto di Walter Siti più della pedofilia dovrebbe scandalizzarci l’ampia rappresentazione del comune abominio quotidiano. Leggi

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Un po’ di solletico

Il gesto all’americana delle virgolette fatte arcuando indice e medio di tutt’e due le mani comincia ad affacciarsi in televisione. Questo significa che, come tante cose degli Stati Uniti, non sapremo più farne a meno, diventerà automatico, lo adotteranno anche quelli che non sanno cosa sono le virgolette. Leggi

Formazione sospetta

Sempre più frequentemente si affaccia il sospetto che i nostri governanti abbiano cominciato a barare già sui banchi di scuola, che i loro diplomi, le lauree, i dottorati siano stati un addestramento per fare velocemente e alla grande carriere politiche taroccate. È un terreno scivoloso. Leggi

Il ritorno degli dei

Dostoevskij diceva che ci sono cose elevate di cui, in certe circostanze, siamo disposti a ridere in pubblico tanto per sentirci gente di mondo, ma di cui, dentro di noi, assolutamente non riusciamo a ridere. Questa doppiezza sta cedendo. Per esempio, sugli interventi di Bergoglio in principio veniva di fare dell’ironia, ma adesso, vogliamo scherzare? Non c’è politico, in tutto il pianeta, che possa reggere il confronto con lui. Leggi

Una scuola per adulti

Ci lamentiamo a scadenze fisse per come crescono male i ragazzi. Ed è vero, ma li sentiamo gli adulti, mentre chiacchierano sgrammaticando ad ampio raggio in autobus, in metro o al bar? Leggi

Gioventù invecchiata

L’Italia, stando a quel che si vede in tutti i partiti e partitini e movimenti, Pd in testa, sembra un ospizio a cielo aperto, abitato da giovanivecchi con la speranza di vita politica disperatamente in calo, e da vecchigiovani che puntano a un attivismo eterno come negli spot in lode delle dentiere. Leggi

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Monumenti parassiti

Ricordate Sabrina, la francese che ha lasciato il suo nome sulla pietra del Colosseo? Flaubert, in una lettera del 1850, registrava le gesta di un suo antesignano, il cui nome era Thompson di Sunderland. Un imbecille, secondo l’autore di Madame Bovary, la cui grande impresa era stata marchiare con la sua firma a grandi lettere la colonna di Pompeo ad Alessandria. Leggi

Il manganello come simbolo di potenza

L’uso che i poliziotti francesi, qualche settimana fa, hanno fatto del manganello non ha originato un particolare interesse per questo oggetto di culto del buon fascista. Nessuno, per esempio, gli ha dedicato, sui giornali, titoloni con allusioni sessuali come invece è accaduto di recente alla patata. Leggi

Sadismo inutile

Se si dà uno sguardo retrospettivo a giornali e tv, pare che volpi e leoni della politica puntino a dimostrare che Raggi è un pendaglio da forca, buona solo per essere presa a pugni in faccia come la donna di The hateful eight. È tale infatti l’accanimento contro la sindaca che, come nel film di Tarantino, viene voglia di balzar su e gridare: basta con le mazzate, non se ne può più. Leggi

Parlare alla pancia o al cervello

Trump? Grandissimo comunicatore. Che abilità, che tecnica: ecco uno che sa parlare all’intestino. E Marine Le Pen? Anche lei, va diritta alla pancia dei francesi. Perché Donald ha vinto e lei potrebbe vincere? Perché hanno saputo trovare parole nuove e giuste. Cosa significa nuove e giuste? Leggi

Abbiamo trascurato gli arsenali atomici

La guerra atomica è roba vecchia, un fantasma che appartiene agli anni cinquanta e sessanta e settanta del secolo scorso. Di quella minaccia s’è parlato tanto, all’epoca, sui giornali, nei libri, nei film, per le strade. Poi ci siamo convinti che c’erano persone sagge che trattavano, patteggiavano, controllavano, e gli arsenali atomici hanno smesso di essere in cima alle preoccupazioni del genere umano. Leggi

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