Mariagrazia Gerina

Mariagrazia Gerina è giornalista a La7. Ha collaborato con l’Espresso e il Fatto Quotidiano, dopo aver lavorato per molti anni all’Unità. Con Marco Damilano e Fabio Martini ha scritto Walter Veltroni. Il piccolo principe (Sperling & Kupfer 2007). Con Vincenzo Vasile ha scritto I processi dell’antiracket. Una guerra civile mite 1991-2015 (Rubettino, 2015). 

L’inchiesta Consip mette alla prova le promesse di Matteo Renzi

Da una parte c’è la corsa di Matteo Renzi, l’uomo che sei anni fa si mise in testa di “scalare l’Italia” rottamando chi aveva occupato fino a quel momento i palazzi della politica. Dall’altra c’è una schiera di vecchi imprenditori e faccendieri che, appena Renzi arriva al governo, cerca di mettere le mani sui servizi di pulizia e di gestione ordinaria di quei palazzi. Leggi

Lo stadio della Roma si farà, ma a quale prezzo?

“Lo stadio Olimpico di Roma è molto bello, ma dalle curve per vedere la porta dal lato opposto ci vuole un buon binocolo”. Da tifoso qual era Giulio Andreotti, che così scriveva sull’Europeo nel 1987, fu uno dei più strenui sostenitori del “nuovo stadio” della Roma. Un sogno antico quello di dare alla squadra giallorossa uno stadio tutto per sé. Il primo che tentò di realizzarlo fu Dino Viola, il senatore andreottiano, presidente della Roma ai tempi dello scudetto e di Nils Liedholm. Leggi

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Il grande affare del metano a Ischia

“Il metano ci dà una mano”, recitava con sottofondo di musichetta suadente uno spot degli anni ottanta. È da allora che si tenta di portare il metano in tutto il paese. Secondo la procura di Napoli, a Ischia c’è chi ha provato a mettere le mani sugli appalti della rete, a colpi di tangenti e favori. Leggi

Padri e figli nella nuova inchiesta sulle grandi opere

C’è un filo che attraversa l’inchiesta condotta dalla procura di Firenze sul sistema delle grandi opere e lega le imprese dei padri al destino dei figli. Figli appena laureati da impiegare, a cui comprare casa o affidare consulenze. Figli di cui i padri si preoccupano, parlano, dispongono. Si intuisce che qualcuno di loro possa essere cresciuto con un certo complesso. Leggi

“Sono indagato anch’io”

“Cari lettori, sono indagato anche io”. Scrive così oggi sulla prima pagina del Tempo il direttore Gian Marco Chiocci, dando notizia che anche lui è indagato nell’ambito dell’inchiesta su Mafia capitale. La vicenda è raccontata anche su altri quotidiani. Leggi

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“Dacce ’na mano”

C’è chi si è dimesso perché indagato. Rita Cutini, assessora alle politiche sociali di Roma, legata a Sant’Egidio, ha lasciato il Campidoglio, dicendo: “Sono stata il granellino di sabbia che inceppava il meccanismo”. Il meccanismo era quello che per anni ha portato milioni di euro nelle casse di Mafia capitale, l’organizzazione criminale guidata da Massimo Carminati, ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari, e da Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno. Dal Campidoglio, dove oggi arriveranno i commissari inviati dal prefetto di Roma, l’ex assessora se ne è andata sbattendo la porta: “Basta al malaffare”. L’atto d’accusa con cui dice addio alla giunta Marino è oggi su tutti i quotidiani. Leggi

“I soldi sembra corruzione invece un orologio de’ Bulgari no”

Lo spettro dello scioglimento per mafia del comune di Roma è sempre all’orizzonte. Lo ricorda, intervistato dal Messaggero, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Il botta e risposta tra lui e il sindaco Ignazio Marino è su tutti i giornali. A scatenare lo scontro una delle tante intercettazioni contenute nelle carte dell’inchiesta su Mafia capitale, l’organizzazione criminale di stampo mafioso scoperchiata dalla procura di Roma. Quella in cui il presidente della cooperativa 29 giugno, Salvatore Buzzi, secondo la procura braccio destro di Massimo Carminati, si vanta di aver ottenuto un appuntamento con il prefetto di Roma. Marino l’ha tirata fuori in pubblico, durante una assemblea organizzata da Sinistra ecologia e libertà: “Il prefetto non sapeva chi fosse, come facevo a sapere io?”. Leggi

“Nessuno può chiamarsi fuori”

Tra le carte del Mondo di mezzo, l’inchiesta che ha svelato l’esistenza di una mafia romana capace di mettere le mani sugli appalti del Campidoglio e non solo, c’è anche una lettera indirizzata al presidente del consiglio. Tema: il piano nazionale d’accoglienza per i migranti. Leggi

“Speriamo che il 2013 sia pieno di monnezza”

Gli affari li faceva con le sfortune altrui. Nel mondo a rovescio di Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno e sodale dell’ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari Massimo Carminati, le miserie umane sono una miniera da cui estrarre soldi. Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta su Mafia capitale raccontati dai giornali di oggi. Leggi

Mafia capitale è solo l’inizio, dice il procuratore Giuseppe Pignatone 

L’inchiesta che ha rivelato l’esistenza di una organizzazione di tipo mafioso, capace di penetrare nella pubblica amministrazione della capitale, non è che l’inizio. A confermarlo è stato lo stesso capo della procura di Roma, Giuseppe Pignatone, durante l’audizione dell’11 dicembre in commissione antimafia. “A breve saranno fatte altre operazioni”, ha preannunciato Pignatone alla presenza – insolita, come ha notato la stessa presidente Rosy Bindi – di tutti i parlamentari, compresi quelli di Forza Italia, che fin qui avevano per lo più disertato i lavori. Con lui c’era il procuratore antimafia Michele Prestipino. In due hanno parlato per quasi tre ore dell’inchiesta in corso, della originalità dell’organizzazione svelata dalla procura di Roma e degli strumenti per prevenire i fenomeni mafiosi e la corruzione. E hanno fatto luce su molti aspetti dell’indagine in corso. Ecco quali. Leggi

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“Ho in pancia quella lì del Sorriso”

La parola “mafia” era già scritta nero su bianco nell’ordinanza che dispose i primi 37 arresti, il 2 dicembre. Ora, nell’inchiesta su Mafia capitale, l’organizzazione criminale di stampo mafioso scoperta dalla procura di Roma, spuntano anche i legami con la ’ndrangheta. I due arresti di questa mattina, infatti, conducono a una cosca del vibonese. Leggi

“Mafia capitale? Mi faccio una risata”

In attesa del seguito già annunciato, episodi e personaggi di Mafia capitale – la cupola mafiosa che ha messo le mani su appalti e finanziamenti pubblici e che è stata scoperchiata dall’inchiesta della procura di Roma – continuano a essere raccontati dai quotidiani come una serie a puntate, ricca ancora di rivelazioni. Leggi

“Se stamo a compra’ mezza prefettura”

Il racconto a puntate di Mafia Capitale continua. Ma, a leggere la rassegna stampa delle ultime ore, sembra la Milano di Expo 2015. Dalle migliaia di pagine dell’inchiesta con cui la procura di Roma ha svelato l’esistenza nella capitale di una cupola bipartisan capace di condizionare le scelte del Campidoglio, spunta ora un appalto della regione Lazio da un miliardo e 400mila euro. Da dividere tra Comunione e liberazione e Manutencoop. Leggi

Le ultime novità dell’inchiesta Mafia Capitale

L’inchiesta Mafia Capitale, come un “romanzo criminale” d’appendice, riversa ogni giorno sui quotidiani italiani nuove rivelazioni e nuovi episodi. Frutto di una lettura corale che impegnerà ancora a lungo gli esperti di cronaca giudiziaria. Tra l’ordinanza che dispone i (primi) 37 arresti, l’informativa finale del Ros, i verbali degli interrogatori di garanzia in corso, ci sono migliaia di pagine di nomi, mazzette, intercettazioni da analizzare. Ci vorrà tempo perché l’intero racconto si dipani. In attesa dei nuovi sviluppi dell’inchiesta, ecco cosa leggere per avere un riassunto delle ultime puntate. Leggi

Il Guercio nella terra dei ciechi e tutte le storie di Mafia Capitale

Roma sotto inchiesta per mafia. Non più capitale ma “mondo di mezzo”, dove tutto si rimescola: affari, criminalità e politica. La procura di Roma che un tempo era definita il “porto delle nebbie” ha deciso di riscrivere la storia della città. Cento indagati, i palazzi della politica perquisiti, mille e centoventitré pagine fitte di intercettazioni, di nomi, di mazzette. Da cinque giorni, tutti le compulsano ossessivamente. Sono pagine che fanno a pezzi la politica romana, rischiano di distruggerne la credibilità. Hanno provocato finora reazioni scomposte, dichiarazioni d’innocenza anche da parte di chi non era indagato, dimissioni. Leggi

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