Il 4 febbraio Tom Homan, l’inviato di Donald Trump a Minneapolis, ha annunciato il ritiro immediato di 700 agenti federali dell’immigrazione, dopo settimane di tensioni e l’uccisione di due manifestanti, mentre il presidente statunitense sta valutando un “approccio più morbido”.

Homan, responsabile della campagna di espulsioni di massa di migranti dell’amministrazione Trump, ha elogiato durante una conferenza stampa la collaborazione con le autorità locali, assicurando però che non lascerà Minneapolis finché “l’operazione non sarà conclusa”.

Con un simile esercizio di equilibrio, Trump si è soffermato, in un’intervista alla Nbc, sulle lezioni dei recenti eventi di Minneapolis: “Ho imparato che a volte un approccio più morbido può essere utile. Ma bisogna comunque essere duri nell’attuazione della politica migratoria”, ha affermato.

Riguardo alle migliaia di agenti federali impegnati a Minneapolis, spesso con il volto coperto, Homan ha annunciato “il ritiro con effetto immediato di settecento agenti”.

Non ha precisato se il ritiro riguarda Minneapolis o lo stato del Minnesota in generale.

L’inviato di Trump ha sottolineato che circa duemila agenti rimarranno sul posto, contro i 150 presenti prima dell’inizio della grande operazione antimmigrazione in corso.

Il ritiro parziale, insieme all’obbligo d’installare videocamere sulle divise degli agenti, annunciato il 2 febbraio, costituisce “un passo nella giusta direzione”, ha commentato Jacob Frey, il sindaco democratico di Minneapolis.

“Ma duemila agenti dell’Ice (lo United States immigration and customs enforcement, ndr) sono ancora qui, quindi il problema non è risolto”, ha aggiunto.

Tim Walz, il governatore democratico del Minnesota, ha affermato che il ritiro dovrebbe essere “più rapido e più ampio” e ha chiesto la fine di quella che ha definito “una campagna politica di ritorsione”.

Homan ha però mostrato fermezza sulla questione: “Il presidente Trump ha tutta l’intenzione di procedere a espulsioni di massa durante il suo mandato e le operazioni di controllo dell’immigrazione proseguiranno su base quotidiana”, ha dichiarato.

”Abbiamo fatto progressi significativi”, ha aggiunto, precisando che gli agenti federali hanno arrestato 139 persone condannate per aggressione, 87 criminali sessuali e 28 membri di bande.

Due manifestanti, Renee Good e Alex Pretti, erano stati uccisi dagli agenti federali a Minneapolis rispettivamente il 7 e il 24 gennaio, suscitando forti polemiche nel paese.

“Lui non era un angelo e lei non era un angelo”, ha dichiarato Trump alla Nbc, sottolineando però che “queste tragedie non avrebbero dovuto verificarsi”.