In Kuwait arresti e misure di sicurezza dopo l’attentato contro la moschea sciita

Il 26 giugno Un’esplosione ha colpito una moschea sciita a Kuwait City, durante la preghiera del venerdì, uccidendo almeno 27 persone e ferendone almeno altre 200. L’attacco è stato rivendicato dai jihadisti del gruppo Stato islamico. Le autorità hanno arrestato circa sessanta persone e hanno rafforzato le misure di sicurezza

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Le immagini della moschea  sciita dopo l’attentato a Kuwait City

Le immagini della moschea  sciita dopo l’attentato a Kuwait City

26 giugno 2015 20:38

Almeno 25 persone sono morte e 202 sono rimaste ferite in un attentato avvenuto venerdì 26 giugno nella capitale del Kuwait e rivendicato dal gruppo jihadista dello Stato islamico. Un attentatore suicida si è fatto esplodere in una moschea sciita durante la preghiera del venerdì.

Un membro del parlamento kuwaitiano, presente al momento dell’attentato, ha raccontato che più di duemila persone erano raccolte in preghiera nell’edificio. Lo Stato islamico ha preso di mira le comunità sciite in Iraq, in Siria, in Arabia Saudita e nello Yemen, ma è la prima volta che le attacca in Kuwait.

Il paese del golfo è a maggioranza sunnita e la minoranza sciita rappresenta tra il 15 e il 30 per cento della popolazione. Le relazioni tra le due comunità sono buone.

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