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L’opposizione conservatrice ottiene quasi la metà dei seggi in parlamento in Kuwait
L’opposizione conservatrice ottiene quasi la metà dei seggi in parlamento in Kuwait. Dopo le elezioni legislative anticipate del 27 novembre, l’opposizione kuwaitiana e i suoi alleati hanno ottenuto 24 seggi su 50. In gran parte sono esponenti dei Fratelli musulmani e salafiti. Solo una donna è riuscita a entrare in parlamento. Inoltre i rappresentanti della minoranza sciita sono sei contro i nove della scorsa legislatura. Come previsto dalla costituzione, il governo ha dato le dimissioni.
lI Kuwait al voto per le elezioni legislative anticipate
lI Kuwait al voto per le elezioni legislative anticipate. È attesa una grande affluenza alle urne per rinnovare il parlamento. Al centro dei programmi elettorali la situazione economica del paese del golfo Persico, che ha visto calare del 60 per cento negli ultimi due anni i profitti derivanti dal petrolio. È la settima volta in dieci anni che il Kuwait va al voto. Il 16 ottobre lo sceicco Sabah al Ahmad al Sabah aveva sciolto il parlamento dopo la richiesta del presidente dell’assemblea Marzouk al Ghanem di indire le elezioni anticipate per poter affrontare la situazione economica negativa.
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L’emiro del Kuwait ha sciolto il parlamento e il paese si prepara ad elezioni anticipate
L’emiro del Kuwait ha sciolto il parlamento e il paese si prepara ad elezioni anticipate. Il 16 ottobre lo sceicco Sabah al Ahmad al Sabah ha emanato un decreto per sciogliere il parlamento dell’emirato del Golfo. La decisione è stata presa a meno di 24 ore dalla richiesta del presidente del parlamento Marzouk al Ghanem di mandare il paese ad elezioni anticipate per poter affrontare le sfide economiche e di sicurezza. In base alla costituzione del Kuwait, le elezioni dovranno tenersi entro due mesi dallo scioglimento del parlamento.
Il Kuwait fissa un salario minimo per le collaboratrici domestiche.
Il Kuwait fissa un salario minimo per le collaboratrici domestiche. È la prima volta che un paese del golfo Persico adotta una misura simile, che riguarda centinaia di migliaia di lavoratrici, in gran parte asiatiche. Il salario minimo sarà di 60 dinari (200 dollari) al mese.
In Medio Oriente ci sono troppe armi

“Dal 1990 la regione che comprende il Medio Oriente e il Nordafrica è la più militarizzata del mondo”, dice il professore di studi strategici Robert Springborg: le spese militari e per la difesa continuano a crescere nei paesi di quest’area, nonostante la crisi economica. La grande quantità di armamenti alimenta la rivalità tra le potenze regionali e i conflitti in corso, dalla Siria allo Yemen. Ma a vendere le armi ai paesi della regione sono soprattutto i paesi occidentali e la Russia. Leggi

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Continua lo sciopero dei lavoratori del settore petrolifero in Kuwait.
Continua lo sciopero dei lavoratori del settore petrolifero in Kuwait. È il terzo giorno di mobilitazione e la produzione di greggio è ridotta della metà. Migliaia di operai protestano contro il taglio dei salari deciso dal governo come misura d’austerità.
Smantellato in Kuwait una cellula di sostegno al gruppo Stato islamico.
Smantellato in Kuwait una cellula di sostegno al gruppo Stato islamico. Il ministero degli interni dell’emirato ha annunciato di aver smantellato un gruppo internazionale che forniva sostegno logistico ai militanti del gruppo dello Stato islamico in siria. Il capo della cellula è un libanese che ha ammesso di aver facilitato il trasferimento di armi via mare dall’Ucraina verso la Siria. Tra i fermati anche un egiziano, tre siriani e un kuwaitiano.
Il cielo elettrico di Kuwait
Sette condanne a morte in Kuwait per l’attentato a una moschea sciita.
Sette condanne a morte in Kuwait per l’attentato a una moschea sciita. Nell’attacco, avvenuto il 26 giugno nella capitale, erano morte 27 persone. L’attentato era stato rivendicato dal gruppo Stato islamico. La corte ha condannato altri otto presunti terroristi, con pene fino a 15 anni di carcere.
Il Kuwait impone il test del dna a tutta la popolazione

Il parlamento del Kuwait, su richiesta del governo, ha approvato una legge contro il terrorismo, che impone a tutti i cittadini e agli stranieri che abitano nel paese di sottoporsi a un test del dna per istituire una banca dati nazionale. L’obiettivo della legge è facilitare il lavoro degli inquirenti e della polizia e rendere gli arresti più facili. È stato creato anche un fondo di emergenza di 363 milioni di euro per finanziare il dispositivo. La legge prevede un anno di carcere e una multa fino a 272mila euro per chi rifiuterà di sottomettersi al test.

La misura è stata adottata dopo l’attentato suicida del 26 giugno contro una chiesa sciita, rivendicato dal gruppo Stato islamico, che ha causato 26 morti e 277 feriti. È la prima volta che un paese rende obbligatoria una misura di questo genere per tutti i suoi cittadini.

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I veri obiettivi dei jihadisti dello Stato islamico

La lotta contro il gruppo Stato islamico è “la lotta della nostra generazione”, ha dichiarato il premier britannico David Cameron, aggiungendo che lo Stato islamico rappresenta una “minaccia all’esistenza” dell’occidente. Ma non è affatto così. Leggi

In Kuwait sessanta arresti per l’attentato contro la moschea sciita

Il ministro dell’interno del Kuwait ha annunciato lo smantellamento di una “cellula terroristica” responsabile dell’attentato suicida contro una moschea sciita, che il 26 giugno ha provocato la morte di 27 persone ed è stato rivendicato dal gruppo Stato islamico. Sessanta persone sono state arrestate in relazione all’attentato e le autorità hanno chiuso un’organizzazione benefica sospettata di raccogliere fondi da mandare ai combattenti in Siria. I servizi segreti stanno compiendo indagini anche su altri gruppi che potrebbero essere legati ad attività terroristiche. Il ministro ha aggiunto che l’emirato ha rafforzato le misure di sicurezza, in particolare nei pressi delle moschee e di altri luoghi di culto. Leggi

Arresti in Kuwait per l’attentato alla moschea con 27 vittime

La polizia del Kuwait sta interrogando diverse persone con l’accusa di essere coinvolte nell’attentato suicida all’interno di una moschea sciita della capitale, che ieri, venerdì di Ramadan, ha ucciso 27 persone riunite in preghiera e ne ha ferite circa 220. “Abbiamo arrestato numerose persone sospettate di avere legami con l’attentatore suicida”, ha detto una fonte della sicurezza del paese del golfo arabo.

Il gruppo Stato islamico si è assunto la responsabilità del bombardamento, che è il primo attacco terroristico da più di due decadi nel piccolo paese petrolifero del golfo arabo, a maggiaranza sunnita. Un comunicato diffuso dall’organizzazione la “provincia di Najd” – autodefinitasi la branca saudita del Gruppo islamico – identifica l’attentatore suicida come Abu Suleiman al-Muwahhid. La moschea sarebbe stata scelta come obiettivo dai jihadisti perché “diffondeva gli insegnamenti sciiti tra la popolazione sunnita”.

Il governo kuwaitiano ha dichiarato il lutto nazionale e ha disposto i funerali di stato per le vittime.

Le immagini della moschea  sciita dopo l’attentato a Kuwait City

Almeno 25 persone sono morte e 202 sono rimaste ferite in un attacco avvenuto venerdì 26 giugno e rivendicato dal gruppo jihadista dello Stato islamico. Un attentatore suicida si è fatto esplodere in una moschea durante la preghiera del venerdì. Un testimone ha raccontato che più di duemila persone erano presenti nell’edificio. Leggi

Almeno 25 persone sono morte e 202 sono rimaste ferite nell’attentato rivendicato dal gruppo Stato Islamico alla moschea di Kuwait City

Almeno 25 persone sono morte e 202 sono rimaste ferite nell’attentato rivendicato dal gruppo Stato islamico alla moschea di Kuwait City. Lo ha confermato il ministero dell’interno del paese. Reuters

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Il gruppo Stato islamico ha attaccato una moschea sciita a Kuwait City, almeno dieci morti

Un’esplosione ha colpito una moschea sciita a Kuwait City, durante la preghiera del venerdì, uccidendo almeno dieci persone e ferendone almeno altre otto. L’attacco è stato rivendicato dai jihadisti del gruppo Stato islamico. L’emiro del Kuwait, Sabah al Ahmad al Jaber al Sabah si è recato nella moschea, poco lontana dalla sede del ministero dell’interno, nel quartiere centrale di Al Sawabir.

Secondo l’ex ministro dell’informazione Saad al Ajmi, l’attentato ha ricordato che “nessun paese è immune dal terrorismo”. Nel paese del golfo le relazioni tra la comunità sunnita e quelle sciita sono buone ed episodi simili sono rari.

Un’esplosione ha colpito una moschea sciita a Kuwait city durante la preghiera del venerdì. Secondo i mezzi d’informazione locali ci sono almeno tre morti. Al Jazeera

Un’esplosione ha colpito una moschea sciita a Kuwait city durante la preghiera del venerdì. Secondo i mezzi d’informazione locali ci sono almeno tre morti. Al Jazeera

Nel Kuwait confermata la condanna a quattro anni di carcere per un attivista 

Una corte d’appello del Kuwait ha confermato la sentenza a quattro anni di prigione per l’attivista Ahmad Fadhel, condannato a ottobre per aver pubblicato dei tweet ritenuti “offensivi” nei confronti dei giudici. Fadhel potrà ricorrere in appello in corte di cassazione per far annullare il verdetto.

Altri cinque attivisti erano stati arrestati alla fine di gennaio, accusati di aver scritto commenti offensivi online rivolti al defunto re saudita Abdullah bin Abdulaziz, secondo quanto riportato dal Comitato nazionale per il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani. Afp