A tre anni dal golpe contro Morsi, in Egitto la democrazia è lontana

30 giugno 2016 16:24

Il 30 giugno del 2013 milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del presidente islamista Mohamed Morsi. Il 3 luglio il leader dei Fratelli musulmani è stato deposto dall’esercito con un colpo di stato militare. Un anno dopo il generale Abdel Fattah al Sisi è diventato presidente dell’Egitto con circa il 97 per cento dei voti.

A tre anni dalle proteste di piazza Tahrir e dalla caduta di Morsi il paese è ancora instabile e le politiche di Al Sisi non fanno sperare in un governo democratico. Arresti arbitrari, torture, sparizioni di oppositori e censura della stampa sono all’ordine del giorno. Il video dell’Afp.

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Claudia Grisanti