Il passaggio dell’uragano Irma a Puerto Rico, nel nord dei Caraibi, 6 settembre 2017. (Alvin Baez , Reuters/Contrasto)

Il mondo in breve

Il passaggio dell’uragano Irma a Puerto Rico, nel nord dei Caraibi, 6 settembre 2017. (Alvin Baez , Reuters/Contrasto)
07 settembre 2017 13:44
  • Mentre avanza verso la Florida l’uragano Irma ha perso forza, arrivando a un’intensità di categoria 4. Ma in vista dell’impatto, previsto per sabato, è stata comunque ordinata l’evacuazione di Miami Beach e di altre località costiere. Il sindaco della città ha definito Irma “un uragano nucleare”. Prima della Florida sono stati i paesi dei Caraibi a subirne l’impatto: l’uragano ha devastato Barbuda, dove il 90 per cento delle strutture è andato distrutto e ci sono stati tre morti. Il vento ha colpito anche gli edifici governativi, ha divelto i tetti delle case e ha provocato un blackout elettrico e delle comunicazioni. Anche Saint Barts e Saint Martin hanno riportato danni gravi, e su quest’ultima isola sono morte otto persone. Ora Irma punta verso Porto Rico, Repubblica Dominicana e Cuba.
  • Il papa è andato in Colombia con l’obiettivo di incoraggiare il processo di pace. Lo ha dichiarato lo stesso Francesco ai giornalisti in aereo, poco prima di atterrare a Bogotá. Per questo ha deciso di andarci solo dopo la firma dell’accordo di pace. L’accordo tra governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia, il cessate il fuco bilaterale concordato con l’Esercito di liberazione nazionale, e la dichiarazione del principale gruppo paramilitare che si è detto pronto a sottomettersi alle autorità, hanno creato il terreno perché la visita avesse luogo.
  • Il ministero della difesa siriano ha annunciato che Israele ha effettuato il 7 settembre una serie di raid aerei contro un sito militare nella provincia di Hama, nell’ovest della Siria, uccidendo due soldati. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, nel sito bombardato il regime di Damasco aveva sviluppato armi chimiche. Il giorno prima un rapporto delle Nazioni Unite accusava le forze governative siriane di aver effettuato l’attacco con gas Sarin avvenuto il 4 aprile scorso a Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib. Nell’attacco rimasero uccisi 84 civili, tra cui molti bambini.
  • Il procuratore generale spagnolo, José Manuel Maza, ha ordinato alle procure catalane di perseguire, in collaborazione con le forze di sicurezza, chiunque intraprenda azioni dirette a consentire lo svolgimento del referendum sull’indipendenza della Catalogna, previsto per il 1 ottobre e definito incostituzionale da Madrid. Il governo spagnolo si è riunito per impugnare davanti alla corte suprema la legge sullo svolgimento del referendum approvata il 6 settembre dal parlamento regionale catalano.
  • Il 6 settembre a Lomé, capitale del Togo, decine di migliaia di persone hanno manifestato per chiedere le dimissioni del presidente Faure Gnassingbé, al potere dal 2005 dopo la morte del padre, Etienne Gnassingbé Eyadema, a sua volta alla guida del paese per 38 anni. Le proteste, organizzate da una coalizione di partiti di opposizione e di organizzazioni della società civile, si sono svolte anche in altre grandi città del paese e sono previste anche per oggi. È stata una mobilitazione senza precedenti in Togo. Secondo Amnesty international le persone in piazza a Lomé erano centomila. Nemmeno la concessione del governo di adottare un progetto di legge per modificare la costituzione e reintrodurre il limite di due mandati presidenziali ha fermato le proteste. Nel corso di manifestazioni simili, l’anno, due persone erano state uccisi e altri 13 ferite dalle forze di sicurezza che avevano aperto il fuoco sulla folla.
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