Curdi iracheni fanno controllare i documenti prima di votare al referendum per l’indipendenza nello stadio di Erbil usato come seggio elettorale, 25 settembre 2017. (Ahmed Deeb, Afp)

Il mondo in breve

Curdi iracheni fanno controllare i documenti prima di votare al referendum per l’indipendenza nello stadio di Erbil usato come seggio elettorale, 25 settembre 2017. (Ahmed Deeb, Afp)
25 settembre 2017 13:47
  • La cancelliera tedesca Angela Merkel ha conquistato il suo quarto mandato, ma nel Bundestag che la dovrà eleggere è entrato per la prima volta il movimento di estrema destra Alternative für Deuthschland (Afd), che diventa la terza forza nel parlamento di Berlino. Il partito di Merkel, la Cdu-Csu, ha ottenuto il 32,9 per cento, i socialdemocratici (Spd) il 20,5 per cento, Afd il 12,6 per cento, i liberali della Fdp il 10,8 per cento, Die Linke il 9,2 per cento, i Verdi l’8,9 per cento. L’affluenza alle urne degli elettori tedeschi è stata più alta che nel 2013: il 76,2 per cento contro il 71,5 per cento. Il leader dell’Spd, Martin Schulz, ha subito dichiarato che non entrerà in una coalizione con la Cdu-Csu e ha annunciato un’opposizione responsabile. All’interno dell’Afd, invece, c’è stata la prima frattura interna. La sua leader, Frauke Petry, ha annunciato che non entrerà nel Bundestag e lascerà il partito. Petry è in rotta di collisione con l’ala più estremista rappresentata da Alice Weidel e Alexander Gauland.
  • Nel Kurdistan iracheno 5,3 milioni di elettori hanno cominciato a votare il 25 settembre per il referendum sull’indipendenza da Baghdad. Divisi tra Iraq, Turchia, Siria, Iran e in piccola parte Armenia, i curdi (circa 50 milioni di persone) aspirano da sempre alla creazione di un proprio stato indipendente, a cui si oppongono quasi tutte le potenze regionali. La Turchia, preoccupata sulla sua minoranza curda, concentrata nel sudest del paese, ha chiuso la sua frontiera con la regione curda dell’Iraq, e lo stesso ha fatto l’Iran. Il presidente della regione autonoma, Masud Barzani, ha dichiarato che in caso di vittoria del sì ci sarà prima di tutto l’avvio di un dialogo con Baghdad.
  • Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato lo scioglimento della camera bassa per il 28 settembre, una misura che comporta automaticamente la convocazione di elezioni entro i 40 giorni successivi. Shinzo Abe non ha fornito una data per le elezioni anticipate ma, secondo l’agenzia di stampa Kyodo, i piani della coalizione di governo sono di portare i giapponesi alle urne il 22 ottobre. Era da tempo che Abe si preparava ad andare al voto anticipato, cercando di rafforzare la maggioranza approfittando di un momento di fragilità delle opposizioni. Ora i test missilistici nordcoreani sembrano aver rafforzato la fiducia dell’opinione pubblica verso il governo.
  • Donald Trump ha annunciato una nuova stretta sugli ingressi negli Stati Uniti. Un documento della Casa Bianca propone l’estensione del divieto di ingresso per le persone provenienti da sei paesi a maggioranza musulmana (Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen), il cosiddetto muslim ban: dalla lista esce il Sudan ma si aggiungono Venezuela, Corea del Nord e Ciad. “La mia priorità è rendere l’America sicura”, ha twittato il presidente degli Stati Uniti.
  • Le Nazioni Unite denunciano gravi abusi, compresi episodi di tortura, commessi in Crimea dopo l’annessione da parte della Russia nel 2014. L’Onu ha lanciato l’allarme sulla situazione dei diritti umani nella regione, che sarebbe “significativamente deteriorata”. Il commissario per i diritti umani dell’Onu afferma che sono state documentate “gravi violazioni dei diritti umani, come arresti e detenzioni arbitrari, sparizioni, maltrattamenti e torture e almeno una esecuzione extragiudiziaria”. Inoltre in Crimea sarebbero applicate le leggi russe, in violazione del diritto internazionale.
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