Dopo la storia del Diamond Dogs, storico locale di Napoli, la casa editrice Yard Press continua il suo racconto del punk italiano con Genova 1981-1983. È una monografia di Antonio Amato, fotografo che ha seguito con passione e occhio spontaneo la scena della sua città.

Il punk non è il primo genere che viene in mente quando si pensa al capoluogo ligure: la scuola genovese, in cui sono emerse figure come Fabrizio De André, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo e Luigi Tenco, occupa gran parte del nostro immaginario musicale sulla città. In realtà alla fine degli anni settanta anche qui arriva, come nel resto delle grandi città italiane, un’ondata dal Regno Unito e dagli Stati Uniti che vuole azzerare quel baraccone che era diventata la musica rock.

L’esperienza punk a Genova assume però aspetti particolari dovuti alla presenza di un tessuto ideologico forte: è il momento di Autonomia Operaia, i movimenti anarchici, le occupazioni e le Brigate Rosse, che alla fine del decennio lasciano un segno pesante sulla città con il rapimento del giudice Mario Sossi (1974) e l’omicidio dell’operaio e sindacalista dell’Italsider Guido Rossa (1979). In questo scenario i punk genovesi, molti provenienti dalla sinistra extraparlamentare, determinano una rottura netta con la politica perché, come scrive nel libro il giornalista Diego Curcio, “non erano ben accetti né dai compagni né dai fascisti”.

Dal libro Genova 1981-1983. (Antonio Amato, Per gentile concessione di Yard Press)

Lo stile delle fotografie di Antonio Amato è quindi perfetto per trasportarci nel clima storico in cui il punk è arrivato a Genova. In sintonia con l’autore, la casa editrice ha deciso di prendere le 112 stampe originali, fotocopiarle e scansionarle per la pubblicazione. Giandomenico Carpentieri, curatore del volume, ha voluto procedere in questo modo per sporcare e rendere ancora più ruvide le immagini. Una scelta non scontata e molto azzeccata, come in questa foto in cui il processo stampa/fotocopia/scansione sembra avere annullato completamente la bidimensionalità. Vediamo dei ragazzi che potrebbero essere seduti davanti a un fondale teatrale, su rocce vicino al mare o sul ciglio di una strada; il flash ci fa pensare che sia stata scattata di notte o alle prime luci del giorno. Non sappiamo nulla di preciso. Nella sua impossibilità di essere completamente definita, è un’immagine che rappresenta un momento di passaggio nella vita di questi ragazzi, come lo è stata la breve vita del punk a Genova.

Dal libro Genova 1981-1983. (Antonio Amato, Per gentile concessione di Yard Press)

Il volume Genova 1981-1983 sarà presentato il 1 giugno nel teatro Altrove di Genova.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it