La spiaggia di Kenderli, Kazakistan, 2011.

Cinque mostre di fotografia da Roma a Pordenone

La spiaggia di Kenderli, Kazakistan, 2011.
07 luglio 2017 17:21

Another look, Daniele Tamagni
Galleria del Cembalo, Roma
Fino al 16 settembre 2017
La prima mostra a Roma dedicata ai lavori che Tamagni ha realizzato in diversi paesi africani. Venti immagini tratte dai reportage in cui ha documentato i fenomeni di resistenza e di rivendicazione dell’identità africana. Dai Gentlemen of Bacongo che sfoggiano i loro completi da Sapeurs suscitando l’ammirazione della gente del quartiere come fossero delle vere e proprie celebrità” agli Afrometals, i metallari del Botswana. E poi il collettivo degli Smarteez, giovani sudafricani nati dopo il 1994 che attraverso la moda affermano le proprie idee politiche e sociali.

La progettualità dello sguardo, Gabriele Basilico
Spazi espositivi della chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento (Pordenone)
Fino al 10 settembre 2017
“Il tema costante della ricerca di Gabriele Basilico è stato la città, mentre il paesaggio è un ‘genere’ fotografico che ha guardato con diffidenza fino alla metà degli anni ottanta”, spiega Giovanna Calvenzi, curatrice insieme a Angela Madesani della mostra La progettualità dello sguardo. Sessanta immagini tratte da lavori realizzati dal fotografo milanese sul paesaggio. Il primo è quello del 1984, per la Mission photographique della Datar, un’organizzazione che affidò a una serie di fotografi il compito di rappresentare il paesaggio francese contemporaneo. Degli anni novanta è un lavoro sulla Svizzera, realizzato in occasione di una mostra sul passo di San Gottardo, in cui “le tracce dell’uomo nella natura sono come dei segni, dei disegni astratti”.

L’effimero, Antonio di Cecco
Polarville, L’Aquila
Fino al 15 luglio 2017
“Anche solo a sorvolarle distrattamente, le immagini che Antonio Di Cecco dedica al Gran Sasso trasmettono l’impressione che la montagna non possa fare a meno di una qualche metafora marina”, scrive Alberto Bazzucchi nel testo di presentazione del progetto. Il lavoro è stato sviluppato nel corso di alcuni viaggi sul Gran Sasso in cui Di Cecco ha esplorato “forme e contorni dei luoghi nei momenti in cui vengono illuminati dal primo albore o dalla tenue luce della luna”, com ha spiegato lui stesso. Aggiungendo che all’allestimento della mostra “vuole formare un mosaico di paesaggi fluttuanti”.

Astrid Kirchherr with the Beatles
Palazzo Fava, Bologna
Fino al 9 ottobre 2017
Tra il 1960 e il 1962 i Beatles cominciano a suonare ad Amburgo, in Germania. Si esibiscono tutte le sere all’Indra e al Kaiserkeller, due locali sulla Reeperbahn, nel quartiere a luci rosse. La zona è piena di locali animati da band emergenti e tra queste i Beatles spiccano per le loro qualità musicali e per la presenza scenica. Diventano un piccolo fenomeno e Astrid Kirchherr, studente del politecnico e assistente del fotografo Reinhard Wolf, va a vederli. Tra Kirchherr e la band di Liverpool nasce una grande amicizia. La mostra, organizzata dalla galleria Ono arte contemporanea di Bologna, racconta la storia di Astrid Kirchherr e dei Beatles con immagini e materiali finora mai esposti.

Ostkreuz. La mostra dell’agenzia fotografica tedesca
Museo di Roma in Trastevere
Fino al 17 settembre 2017
Nella primavera del 1990 sette fotografi di Berlino Est sono a Parigi, su invito dell’allora presidente François Mitterrand, per partecipare a una mostra collettiva sui maggiori artisti della Germania Est. In quell’occasione decidono di fondare un loro collettivo e di chiamarlo Ostkreuz, il nome di una stazione della metropolitana che collega Berlino Est con il resto della città. Una parola che è anche un modo per definire un obiettivo: partire dalla loro città per volgere lo sguardo in altre direzioni. La mostra raccoglie più di 250 fotografie scattate da 22 autori, in parte dedicati alla Germania, in parte al resto del mondo.

Per segnalare una mostra di fotografia scrivere: mostre@internazionale.it

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Pier Andrea Canei