Durante la cerimonia chiamata “Revenant” per richiamare gli spiriti dei defunti, vicino Abomay, Benin, 2015. (Lucia Perrotta)

Rituali vudù in Benin

17 gennaio 2017 14:02

Spesso ritenuto un fenomeno legato alla magia nera, il vudù è in realtà una religione
praticata da sessanta milioni di persone in tutto il mondo. Oltre a essere un sistema di pensiero, è anche un modo di vivere legato alla cultura, alla filosofia, al linguaggio, alla musica e alla medicina.

Alla base della religione vudù non ci sono testi sacri, ma una forte tradizione orale che si tramanda di generazione in generazione. I fedeli credono nell’esistenza di entità soprannaturali, che sono lontane e invisibili. Durante le cerimonie, i sacerdoti chiedono alle divinità, che rappresentano vari fenomeni (come la malattia, le tempeste, la giustizia o l’acqua) di intervenire nella vita quotidiana sulla Terra.

I sacerdoti che praticano il vudù possono offrire sacrifici alle divinità, come il sangue degli animali, oppure far bruciare dell’alcol sul terreno. I rituali sono sempre accompagnati anche da musica e danze.

Il Benin è l’unico stato africano in cui il vudù è riconosciuto come una delle religioni ufficiali del paese: vi aderisce l’80 per centro della popolazione e ha una struttura molto simile a quella della chiesa cattolica. Ogni anno nel paese, nel mese di gennaio, si celebra la festa nazionale che attira migliaia di turisti.

Le foto sono state scattate da Lucia Perrotta in Benin, tra il 2015 e il 2016.

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