In vent’anni il mondo è cambiato, ma il festival di Internazionale continua a partire dalla stessa idea: provare a capire il presente è il primo passo per immaginare un futuro diverso. Dal 2 al 4 ottobre più di duecento ospiti da trenta paesi sono arrivati nelle piazze, nei teatri e nelle biblioteche di Ferrara per parlare di guerre, crisi climatica, nuove disuguaglianze, intelligenza artificiale, diritti da difendere e da conquistare. I 145 incontri hanno registrato ottantamila presenze.

Il festival è cominciato con la proiezione di Persepolis, in ricordo dell’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, che aveva presentato il film in anteprima proprio a Ferrara durante la prima edizione, nel 2007. Lo scrittore e poeta Mohammed El Kurd ha dato voce alle vittime del genocidio palestinese, mentre la giornalista Anna Romandash ha ricordato quanto sia pericoloso abituarsi alla guerra in Ucraina. Il giornalista statunitense Jon Lee Anderson ha raccontato una Cuba sempre più fragile e la filosofa albanese Lea Ypi ha messo in discussione la capacità della politica di rispondere alle disuguaglianze prodotte dal capitalismo. Proprio Ypi ha chiuso il festival dialogando con Zerocalcare sulle idee che possono ridare futuro alla politica. Un tema che da vent’anni attraversa gli incontri di Ferrara e che le sfide di oggi hanno reso ancora più urgente.

Le foto sono di Alessandro Abbasciano, Francesco Alesi e Francesca Leonardi.

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